A colpo d'occhio

  • L’UE punta sempre più su misure di politica industriale per rafforzare la propria competitività.
  • Il crescente ricorso alla politica industriale dell’UE ha ripercussioni dirette sull’economia svizzera.
  • Il protezionismo è la risposta sbagliata alle sfide geopolitiche. La competitività nasce dalla produttività, dall’apertura e dall’innovazione, non dall’isolamento.

Condividi l'articolo

Scarica come PDF

Alla luce delle tensioni geopolitiche e dell’inasprirsi della concorrenza globale, sempre più Stati ricorrono a misure di politica industriale per mantenere all’interno del proprio spazio economico i settori e le tecnologie di importanza strategica. Mentre gli Stati Uniti e la Cina sostengono in modo mirato la propria industria nazionale, anche l’Unione europea persegue una politica economica sempre più interventista. Con iniziative come il Clean Industrial Deal, il Net-Zero Industry Act o una maggiore preferenza europea negli appalti pubblici e negli strumenti di sostegno, l’Unione europea intende mantenere in Europa le tecnologie strategiche, ridurre le dipendenze e rafforzare la propria competitività industriale.

Uno strumento centrale di questa strategia è il previsto Industrial Accelerator Act (IAA). Il regolamento prevede, oltre a procedure di autorizzazione accelerate per progetti industriali di importanza strategica, anche l’introduzione di una preferenza europea («Made in EU»). In settori quali le industrie ad alto consumo energetico, le tecnologie a zero emissioni nette e l’industria automobilistica, in futuro i prodotti europei e a basse emissioni di CO₂ dovrebbero ricevere un trattamento preferenziale nelle gare d’appalto pubbliche e nei programmi di sostegno.

Forte impatto sull’economia svizzera

L’economia svizzera è direttamente interessata da questo sviluppo. Le relazioni economiche tra la Svizzera e l’UE sono strette e diversificate: la Svizzera è il quarto partner commerciale dell’UE, mentre l’UE è di gran lunga il principale mercato di riferimento e di approvvigionamento della Svizzera. Le imprese svizzere sono profondamente integrate nelle catene del valore europee e figurano tra i principali investitori nel mercato interno europeo. Di conseguenza, le scelte di politica industriale dell’UE incidono direttamente sulle condizioni quadro per le imprese svizzere.

Il protezionismo danneggia la competitività nel lungo periodo

È indubbio che l’Europa debba rafforzare la propria competitività. Il protezionismo, tuttavia, è la risposta sbagliata alle sfide geopolitiche. L’introduzione di misure come le direttive «Buy European» può certamente creare, nel breve termine, una domanda aggiuntiva per i fornitori locali. Tuttavia, ciò non rafforza i veri motori della competitività: innovazione, efficienza, specializzazione e progresso tecnologico. Al contrario: se le imprese sono costrette ad acquistare fattori produttivi più costosi o meno adeguati, i costi di produzione aumentano e la competitività internazionale può diminuire. Inoltre, sussiste il rischio che la pressione concorrenziale si allenti e che gli aumenti di produttività necessari subiscano ritardi. A lungo termine, quindi, non sono le misure protezionistiche a garantire il successo economico di una piazza economica, bensì condizioni quadro che favoriscano la produttività. Le economie hanno successo quando generano innovazione, attraggono talenti e consentono alle imprese di produrre nel modo più efficiente possibile.

La Svizzera ha un interesse fondamentale affinché l’UE rafforzi la propria competitività. Tuttavia, la competitività non nasce dall’isolamento, bensì dalla produttività, dall’innovazione e dall’integrazione in reti di creazione del valore aperte ed efficienti con partner affidabili. Mercati aperti e reti internazionali di creazione del valore efficienti rimangono la base del benessere e del successo economico, sia in Europa che in Svizzera.

Presa di posizione sull’Industrial Accelerator Act (IAA)

Articoli pertinenti

del tema Regolamentazione

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti qui alla nostra newsletter. Registrandoti, riceverai dalla prossima settimana tutte le informazioni attuali sulla politica economica e le attività della nostra associazione.

Indirizzo email