

« Più il quadro normativo diventa ampio, complesso e dettagliato, più si restringe il margine di manovra delle imprese. »
Guido Saurer
Troppe regole rovinano il gioco
13.07.2026
A colpo d'occhio
- Oggi le imprese svizzere devono adempiere a oltre 36'000 obblighi normativi – circa 12'000 in più rispetto a 20 anni fa.
- Un eccesso di regolamentazione frena l’innovazione, la crescita e la competitività.
- Chi vuole ottenere risultati eccellenti deve fidarsi delle imprese e lasciare loro spazio sufficiente per l’innovazione e l’imprenditorialità.
La Svizzera è in fermento per i Mondiali. Anche se contro l’Argentina non è bastato per vincere, la Nati ha entusiasmato gli spettatori. Ha raggiunto i quarti di finale di un Mondiale per la prima volta dal 1954. Le partite dei mondiali hanno anche dimostrato cosa sia necessario per rendere il gioco attrattivo. Ci vogliono alcune regole chiare. Senza queste regole non ci sarebbe una sfida leale né una competizione sportiva. Al contempo, il calcio vive di creatività, spontaneità e del coraggio di osare anche qualcosa di inaspettato. Se le regole sono troppe, tali azioni vengono soffocate sul nascere. Se le regole vengono interpretate in modo troppo rigido, lo spettacolo ne risente.
Troppe regole frenano l’economia svizzera
Proprio questo equilibrio tra regole e libertà d’azione è necessario anche nell’economia. Le imprese hanno bisogno di regole del gioco chiare. Necessitano di certezza giuridica e di condizioni quadro affidabili. Tuttavia, più il quadro normativo diventa denso, complesso e dettagliato, più il loro margine di manovra si restringe. Secondo il nuovo monitoraggio dell’onere normativo della Segreteria di Stato dell’economia (SECO), oggi le imprese devono adempiere a oltre 36'000 obblighi. Si tratta di 12'000 obblighi in più rispetto a 20 anni fa. A ciò si aggiungono prescrizioni cantonali, ordinanze, direttive e obblighi di notifica. Queste cifre dimostrano senza dubbio che il quadro normativo per l’economia ha perso il suo equilibrio. Chi osa ancora fare qualcosa, troppo spesso riceve un richiamo. E proprio come con il VAR nel calcio, anche nell’economia ogni mossa viene monitorata con sempre maggior precisione. Laddove un tempo bastava il buon senso, oggi spesso si richiedono prove, documentazione e controlli aggiuntivi. Perché le imprese dovrebbero ancora avventurarsi in territori inesplorati, se rischiano di essere richiamate all’ordine non appena si avvicinano anche solo di poco al fuorigioco?
Perché il numero delle regole è in costante aumento
Non tutte le situazioni di gioco possono essere regolamentate in anticipo e non tutte le decisioni saranno prese correttamente. Nel calcio dobbiamo accettare il fatto che ci siano decisioni errate. In politica, invece, farlo risulta sempre più difficile. Anziché accettare errori e rischi residui, spesso reagiamo con nuove norme. Due motivi contribuiscono in modo particolare a questo sviluppo:
- Nel calcio, regole inadeguate o poco chiare portano spesso all’introduzione di nuove norme. Ad esempio, l’interpretazione della regola del fuorigioco viene continuamente adeguata. Ciò che dovrebbe portare chiarezza, però, spesso rende il regolamento ancora più complicato. Qualcosa di simile accade in politica. Se una norma è formulata in modo poco chiaro o presenta effetti collaterali indesiderati, spesso non ne consegue una semplificazione, ma un’ulteriore regolamentazione che rende il quadro normativo ancora più complesso.
- Dopo una partita, non è raro che si discuta ancora per giorni di una singola azione. Dopo un errore arbitrale, si discute regolarmente se siano necessarie nuove direttive per evitare situazioni simili in futuro. In politica non è diverso. Se in un caso isolato si verifica un comportamento scorretto, si invoca rapidamente una nuova norma. La nuova regola dovrebbe impedire che un caso del genere si ripeta in futuro. Il risultato è una rete sempre più fitta, nel corso degli anni, di norme, controlli e obblighi amministrativi.
Cosa può imparare la Svizzera dal calcio
La Svizzera non deve il proprio benessere a un quadro normativo particolarmente fitto, bensì alla forza innovativa delle sue imprese. La politica e l’amministrazione non dovrebbero quindi rispondere a ogni nuova sfida con ulteriori norme. Proprio come una partita di calcio non migliora con regole sempre nuove, nemmeno una piazza economica diventa più competitiva con una regolamentazione sempre maggiore. Chi vuole ottenere prestazioni eccellenti deve fidarsi dei giocatori e lasciare loro lo spazio necessario.
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