

Regole sul capitale proprio: il Consiglio nazionale deve schierarsi con decisione a favore della competitività della piazza economica svizzera
23.09.2026
A colpo d'occhio
- In futuro, il Consiglio degli Stati chiede che le partecipazioni nelle società controllate estere di UBS siano coperte per il 90% con capitale di base CET1 (Common Equity Tier 1, CET1). Ciò comporterebbe costi considerevoli. Costi che dovrebbero essere sostenuti non solo da UBS, ma dall’intera piazza economica svizzera.
- Il Consiglio nazionale è ora chiamato a trovare una soluzione che tenga necessariamente conto delle conseguenze sull’economia nazionale. In quanto economia piccola, aperta e fortemente interconnessa a livello internazionale, la Svizzera dipende da una piazza finanziaria efficiente e competitiva a livello globale.
Il Consiglio degli Stati ha deciso oggi che le partecipazioni delle banche di rilevanza sistemica in società controllate estere dovranno in futuro essere coperte al 90% con capitale di base (CET1). Con questa decisione, la Camera alta sceglie una variante associata a costi economici considerevoli. Secondo l’opinione dell’economia nel suo complesso, la proposta della maggioranza della Commissione dell’economia e dei tributi sarebbe stata l’unica soluzione praticabile.
Spetta ora al Consiglio nazionale trovare una soluzione sostenibile dal punto di vista economico. In quanto economia piccola, aperta e fortemente integrata a livello internazionale, la Svizzera necessita di una piazza finanziaria efficiente e competitiva sul piano globale. Ciò include anche una grande banca in grado di accompagnare le imprese svizzere in Svizzera e all’estero, offrendo finanziamenti, operazioni sui mercati dei capitali, servizi di pagamento, strumenti di copertura dei rischi e altri servizi a condizioni competitive sia a livello nazionale che internazionale.
Questo è di fondamentale importanza sia per le imprese svizzere attive a livello internazionale sia per le PMI del Paese. Una grande banca con presenza globale può accompagnare i propri clienti oltre i diversi mercati e aree valutarie, garantendo loro l’accesso ai mercati internazionali dei capitali. Pertanto, requisiti normativi che modificano in modo sostanziale i costi o il margine di manovra imprenditoriale di una banca di questo tipo avranno inevitabilmente ripercussioni anche sull’economia reale. La decisione del Consiglio degli Stati comporta il rischio che il finanziamento e altri servizi bancari per le imprese diventino più costosi.
L’obiettivo di rafforzare la resilienza delle banche di rilevanza sistemica e di limitare i rischi per lo Stato e per l’economia è ampiamente condiviso. Rimane controversa la questione di quale combinazione tra capitale proprio di prima categoria, strumenti aggiuntivi di assorbimento delle perdite e flessibilità regolamentare sia maggiormente adeguata a conseguire tale obiettivo. Il fatto che il Consiglio federale proponga il 100% di CET1, che la maggioranza della Commissione sostenga un modello 50/50 e che il Consiglio degli Stati abbia ora optato per il 90% di CET1 evidenzia questo conflitto di obiettivi tuttora irrisolto. La Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) aveva esplicitamente presentato la propria proposta come un tentativo di conciliare le esigenze di sicurezza con la competitività.
Questo aspetto è particolarmente rilevante in un contesto in cui le imprese svizzere sono già confrontate con un aumento dei costi normativi, burocratici e legati alla piazza economica. Ulteriori oneri in materia di finanziamento aziendale eserciterebbero una pressione ancora maggiore sulla loro competitività internazionale. Al tempo stesso, una nuova regolamentazione dovrà affrontare efficacemente gli insegnamenti tratti dalla crisi di Credit Suisse: una grande banca è utile all’economia svizzera solo se è al contempo solidamente capitalizzata e sufficientemente resiliente per resistere anche in situazioni di crisi.
Dossierpolitica
Articoli pertinenti
Iscriviti alla newsletter
Iscriviti qui alla nostra newsletter. Registrandoti, riceverai dalla prossima settimana tutte le informazioni attuali sulla politica economica e le attività della nostra associazione.












