
A colpo d'occhio
Le banche sono regolarmente al centro del dibattito politico e dell'attenzione pubblica. Il loro ruolo fondamentale nell'economia nazionale le rende un tema importante, che comporta sia opportunità che rischi. L'obiettivo di questa pubblicazione è fornire una rappresentazione oggettiva del ruolo delle banche, della loro importanza per l'economia nazionale e della regolamentazione esistente. Questo dossierpolitica mira a fornire una comprensione approfondita delle complesse funzioni del settore bancario e delle sfide che esso deve affrontare.
L’essenziale in breve
Le banche sono il cuore di un'economia moderna. Esse intermediano il capitale, gestiscono scadenze e rischi, consentono transazioni senza contanti e creano denaro attraverso la concessione di crediti. In Svizzera, la piazza finanziaria è un fattore economico centrale con un'elevata produttività e importanza internazionale. Rischi come i cambiamenti del mercato o la perdita di fiducia possono destabilizzare le banche. È quindi necessaria una regolamentazione mirata dei mercati finanziari per garantire stabilità, trasparenza e protezione degli investitori. Strumenti quali la garanzia dei depositi, il «bail-in» e le fusioni di emergenza completano la regolamentazione in caso di crisi. Storicamente, la regolamentazione si è sviluppata in risposta alle crisi e si adatta costantemente alle nuove sfide, come le FinTech. La Svizzera adotta gli standard internazionali (Basilea III, FATF, MiFID II) e in alcuni casi va oltre, ad esempio per quanto riguarda i requisiti patrimoniali. Istituzioni come il Parlamento, il Consiglio federale, la BNS, la FINMA e gli organismi di autoregolamentazione garantiscono congiuntamente la stabilità del sistema finanziario.
Posizione economiesuisse
- Una regolamentazione equilibrata anziché eccessiva: economiesuisse chiede una regolamentazione che crei stabilità, ma senza andare oltre l'obiettivo. Respinge inoltre inasprimenti eccessivi, ad esempio in materia di requisiti patrimoniali o competenze della FINMA, poiché potrebbero compromettere la competitività internazionale della piazza finanziaria e aumentare il costo del credito.
- Garantire la compatibilità internazionale: la Svizzera dovrebbe orientarsi agli standard internazionali come Basilea III, senza però inasprirli inutilmente. Uno stretto coordinamento con le regole globali è essenziale per mantenere competitive le banche ed evitare iniziative normative isolate.
- Rafforzare l'autoregolamentazione come modello di successo: economiesuisse sottolinea l'importanza dell'autoregolamentazione come strumento flessibile, pratico ed efficiente in termini di costi. Essa consente un rapido adattamento alle condizioni di mercato ed è considerata un'alternativa credibile alla regolamentazione statale.
- Stabilità e fiducia attraverso riforme mirate: dopo la fusione CS/UBS, economiesuisse sostiene miglioramenti mirati nella gestione delle crisi e nella vigilanza, ma rifiuta interventi come il tetto ai bonus o competenze aggiuntive per la FINMA. L'obiettivo è una piazza finanziaria solida ma competitiva.

Qual’è ruolo delle banche nell’economia nazionale?
Le banche fungono da centro nevralgico per il capitale e svolgono quindi un ruolo fondamentale nell'economia nazionale. Mettono in contatto le persone che desiderano investire il proprio denaro in modo redditizio e sicuro con coloro che ne hanno bisogno per investimenti o consumi. Le banche raccolgono i depositi dei risparmiatori e mettono a disposizione questo capitale sotto forma di crediti. In questo modo consentono non solo il finanziamento di progetti imprenditoriali e innovazioni, ma anche la realizzazione del sogno di una casa di proprietà o di altri progetti personali. In questo capitolo vengono illustrate brevemente le funzioni principali delle banche.
Intermediazione di capitale
Le banche mettono in contatto chi ha bisogno di capitale e chi può metterlo a disposizione. I depositi dei risparmiatori rappresentano l'offerta. Dal lato della domanda troviamo le famiglie e le imprese che vogliono ottenere capitale sottoforma di credito. La concessione di crediti è particolarmente rilevante per le piccole e medie imprese (PMI). Poiché queste imprese spesso non hanno accesso diretto al mercato dei capitali, dipendono in modo determinante dalle banche per poter finanziare investimenti di una certa entità.
Trasformazione delle dimensioni dei lotti
Le banche raccolgono molti piccoli depositi e li concedono sotto forma di crediti di importo maggiore. Questo processo è denominato «trasformazione delle dimensioni dei lotti». Poiché le banche aggregano molti piccoli depositi, sono in grado di fornire capitale per investimenti di importo maggiore. Un singolo depositante non sarebbe in grado di farlo e per chi contrae un credito sarebbe molto oneroso dover trovare da solo molti piccoli investitori per finanziarlo.
Trasformazione delle scadenze
I depositi dei risparmiatori hanno un orizzonte temporale a breve termine, ovvero i depositanti partono dal presupposto di poter prelevare il proprio denaro in qualsiasi momento. I crediti della banca sono invece concepiti a lungo termine. Le banche colmano questa differenza di orizzonte temporale attraverso la cosiddetta «trasformazione delle scadenze».
Trasformazione del rischio
Le banche concedono crediti a diversi mutuatari. In questo modo distribuiscono il rischio e consentono ai depositanti di diversificare più facilmente i propri investimenti.
Funzione informativa
Prima di concedere un credito, le banche raccolgono informazioni rilevanti sul suo beneficiario, come ad esempio la sua solvibilità. Ciò è decisamente più efficiente rispetto alla raccolta di tali informazioni da parte di ogni singolo depositante. In questo modo, le banche riducono le asimmetrie informative sul mercato.
Pagamenti senza contanti
Le banche garantiscono anche il corretto funzionamento dei nostri pagamenti quotidiani, che si tratti di bonifici, pagamenti con carta o addebiti automatici.
Creazione di moneta
Quando le banche concedono crediti devono detenere di fatto soltanto una parte del denaro come capitale proprio e come riserva presso la Banca nazionale. Il beneficiario del credito riceve però l'intero importo e può mettere in circolazione questo denaro. Con la concessione del credito viene così creato nuovo denaro. Questo processo viene monitorato dalla Banca nazionale svizzera (BNS) e preso in considerazione nell'ambito della politica monetaria.
Gestione patrimoniale
Infine, i clienti possono affidare la gestione del proprio patrimonio alle banche. In questo caso, le banche si occupano per conto dei clienti della pianificazione strategica, dell'investimento e della sorveglianza dei loro fondi.

Qual è l’importanza delle banche in Svizzera?
La piazza finanziaria svizzera è un pilastro fondamentale dell'economia nazionale. La sua ampia gamma di istituzioni, che spazia dalle piccole banche ai grandi istituti attivi a livello internazionale, impressiona per la sua forza economica. La piazza finanziaria svizzera non è solo un motore per l'economia nazionale, ma svolge anche un ruolo di primo piano a livello internazionale. In questo capitolo viene illustrata l'importanza delle banche in Svizzera sulla base di dati numerici.
Figura 1

Circa 158’000 persone sono impiegate direttamente nel settore finanziario, pari al 4% dell'occupazione totale. La piazza finanziaria crea quindi numerosi posti di lavoro. Con un valore aggiunto lordo di 42,18 miliardi di franchi, il settore contribuisce per circa il 5% al prodotto interno lordo (PIL) svizzero. La produttività pro-capite è eccezionalmente elevata, pari a 266’962 franchi, e sottolinea l'efficienza della piazza finanziaria. Inoltre, le banche svizzere gestiscono un patrimonio impressionante di 9’069 miliardi di franchi, distribuito su circa 236 istituti.

Perché le banche possono trovarsi in difficoltà e che cosa significa «rilevanza sistemica»?
Le banche sono una componente indispensabile dell'economia. I loro modelli commerciali comportano rischi specifici legati alla natura delle loro attività. Possono trovarsi in difficoltà per diversi motivi. Le banche in crisi possono mettere a repentaglio non solo la propria attività, ma anche altri istituti finanziari e, in ultima analisi, la stabilità economica complessiva. In questo capitolo vengono affrontati i rischi e l'aspetto della rilevanza sistemica.
Cambiamenti del mercato e decisioni sbagliate
Da un lato, cambiamenti imprevisti del mercato o decisioni sbagliate possono portare a carenze di liquidità che, nel peggiore dei casi, possono portare all'insolvenza. Dall'altro lato, una gestione stabile del rischio può contribuire a riconoscere tempestivamente tali sviluppi e ad attenuarne gli effetti.
Perdita di fiducia
Anche se una banca opera in modo solido, una perdita di fiducia può avere conseguenze fatali. Uno di questi scenari critici è rappresentato dalla cosiddetta «Bank Run» (o corsa agli sportelli), in cui un numero superiore alla media di clienti desidera prelevare contemporaneamente il proprio denaro, mettendo così a rischio la stabilità della banca. Un fenomeno di questo tipo non è sempre basato su ragioni razionali, ma può anche derivare da un'insicurezza psicologica. Se molti clienti ritirano contemporaneamente i propri fondi, la banca è costretta a vendere attività, spesso al di sotto del loro valore a causa dell'urgenza. Tali perdite riducono notevolmente il capitale proprio e possono infine portare persino all'insolvenza. Si verifica una reazione a catena che può mettere a rischio anche le banche «sane».
Banche sistemicamente rilevanti (SIBs)
L'importanza sistemica delle banche deriva dalle loro dimensioni e dalla loro interconnessione, nonché dalla sostituibilità incompleta dei servizi finanziari che offrono. Il fallimento di una banca di importanza sistemica avrebbe gravi ripercussioni sull'intera economia, poiché le banche sono strettamente interconnesse con altri istituti finanziari e imprese di diversi settori. Inoltre, alcuni servizi come il traffico dei pagamenti, la concessione di crediti o la gestione dei rischi non possono essere assunti a breve termine in misura equivalente da altri istituti. Questa interconnessione significa che una crisi in una banca può rapidamente estendersi ad altri operatori di mercato e all'intera economia nazionale. Il crollo di una grande banca può avere gravi ripercussioni sull'intero sistema finanziario. Per questi motivi, il legislatore sottopone le banche di importanza sistemica a requisiti speciali, come il regime «too big to fail», con l'obiettivo di aumentarne la stabilità e ridurre il rischio di una crisi sistemica. Dal canto loro, gli istituti più piccoli rappresentano un rischio minore per la stabilità del sistema finanziario. Gli istituti che accettano meno di un milione di franchi in depositi dei clienti e non effettuano operazioni su differenziali di interesse non sono considerati commerciali ai sensi della legge sulle banche e sono esenti dall'obbligo di autorizzazione. Per gli istituti con depositi fino a 100 milioni di franchi esiste la possibilità di una regolamentazione semplificata nell'ambito della licenza FinTech. Le banche con depositi più elevati sono soggette alla regolamentazione completa prevista dalla legge sulle banche. Alle banche particolarmente grandi e rilevanti per il sistema si applicano inoltre requisiti più severi nell'ambito del regime «too big to fail». L'obiettivo di questo modello graduale è garantire che i requisiti normativi corrispondano in modo adeguato alle dimensioni effettive e al rischio di un istituto.

Quali sono le ragioni alla base della regolamentazione dei mercati finanziari, quali sono gli obiettivi e come vengono raggiunti?
La regolamentazione dei mercati finanziari è uno strumento importante con cui, tra gli altri, il legislatore, il Consiglio federale e la FINMA garantiscono la stabilità e il buon funzionamento del sistema finanziario. Il legislatore crea le basi a livello legislativo, il Consiglio federale le concretizza in ordinanze e la FINMA le attua nell'ambito della vigilanza. La regolamentazione dei mercati finanziari è giustificata dai modelli commerciali specifici delle banche. Questi richiedono una regolamentazione settoriale specifica al fine di minimizzarne i rischi potenziali (in particolare la trasformazione delle scadenze [cfr. n. 1]). In questo capitolo vengono illustrati innanzitutto i motivi e in seguito gli obiettivi della regolamentazione dei mercati finanziari. Vengono inoltre presentate le misure più importanti attuate in Svizzera per raggiungere tali obiettivi.
Motivi alla base della regolamentazione dei mercati finanziari
I mercati finanziari e le banche svolgono un ruolo importante nell'economia. Essi mettono a disposizione capitale, aiutano a gestire i rischi e mettono in contatto i risparmiatori e coloro che necessitano di crediti. Questi compiti sono fondamentali per il buon funzionamento dell'economia. Se le banche si trovano in difficoltà o diventano instabili, ciò può non solo mettere a repentaglio la loro attività, ma anche compromettere l'intera economia (cfr. anche il punto 3). È quindi importante che le banche siano ben regolamentate, al fine di ridurre al minimo tali rischi nel modo più efficace ed efficiente possibile e rendere il sistema finanziario più stabile.
Obiettivi della regolamentazione dei mercati finanziari
La regolamentazione dei mercati finanziari comprende diverse misure mirate che sensibilizzano sui rischi e rendono l'intero sistema stabile e sostenibile. Al contempo crea le condizioni quadro necessarie.
Garantire la stabilità del sistema finanziario e minimizzare i rischi
Uno degli obiettivi principali della regolamentazione dei mercati finanziari è garantire la stabilità a lungo termine del sistema finanziario. A tal fine, i rischi potenziali devono essere individuati tempestivamente, ridotti in modo mirato e gestiti efficacemente. Adottando misure adeguate è possibile contenere i rischi sistemici ed evitare le crisi, nell'interesse di una piazza finanziaria resiliente e affidabile.
Promozione della competitività
Inoltre, la regolamentazione dovrebbe contribuire a promuovere la competitività della piazza finanziaria. La definizione di condizioni quadro chiare e adeguate rafforza la piazza finanziaria. Ad esempio, la licenza FinTech favorisce l'innovazione e facilita l'ingresso sul mercato di nuove imprese. In questo modo, la piazza finanziaria rimane attrattiva per gli investitori e gli operatori di mercato e quindi competitiva anche a livello internazionale.
Protezione degli investitori e trasparenza
La regolamentazione mira anche a proteggere gli investitori e ad aumentare la trasparenza. Tutela gli interessi degli investitori e il funzionamento equo e trasparente del mercato, rafforzando così la fiducia nel sistema. Uno strumento a tal fine è la garanzia dei depositi: essa protegge i fondi dei clienti fino a 100’000 franchi in caso di insolvenza bancaria, contribuendo così alla sicurezza e alla stabilità del sistema finanziario. Riduce il rischio di una corsa agli sportelli, ma allo stesso tempo diminuisce la sensibilità al rischio dei depositanti. L'esempio mostra che gli strumenti di regolamentazione comportano sempre anche costi o effetti negativi.
Prevenire gli abusi di mercato
Un altro obiettivo della regolamentazione è prevenire gli abusi. La regolamentazione previene la manipolazione del mercato e altre attività illegali come l'abuso di informazioni privilegiate (insider trading) e le pratiche sleali, garantendo così l'integrità del mercato. Uno strumento importante è costituito dagli obblighi di segnalazione per le operazioni con informazioni privilegiate, che consentono di individuare tempestivamente i casi sospetti e di punirli. In questo modo si rafforzano l'integrità e la fiducia nel mercato finanziario. La FINMA persegue l'insider trading e la manipolazione del mercato sulla base della Legge sull’infrastruttura finanziaria (LInFi). Inoltre, la Legge federale sugli investimenti collettivi di capitale (LICol) tutela gli investitori e garantisce la trasparenza e il buon funzionamento del mercato degli investimenti collettivi di capitale. La Legge sul riciclaggio di denaro (LRD) stabilisce obblighi di diligenza completi per prevenire il riciclaggio di denaro, mentre la Legge contro la concorrenza sleale (LCSl) vieta le pratiche commerciali sleali. Si applicano inoltre norme specifiche per settore, come la Legge sulle banche (LBCR), la Legge sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA) e la Legge sugli istituti finanziari (LIFin) per i gestori patrimoniali e i consulenti in materia di investimenti, che contengono requisiti supplementari e obblighi di vigilanza.
Ridurre i rischi sistemici
Non da ultimo, la regolamentazione contribuisce a ridurre i rischi sistemici. In particolare, disposizioni quali le norme «too big to fail» riducono il rischio di un effetto domino che potrebbe essere innescato da difficoltà bancarie e rendono il sistema finanziario nel suo complesso più stabile.
Regolamentazione del capitale proprio
La regolamentazione del capitale proprio si basa sulle raccomandazioni internazionali del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria (Basel Committee on Banking Supervision), che sviluppa standard uniformi a livello mondiale per la vigilanza bancaria. La regolamentazione del capitale proprio, in particolare attraverso l'attuazione di «Basilea III finale», mira ad aumentare i requisiti patrimoniali per le banche. Ciò rafforza la resilienza finanziaria delle banche e garantisce che siano in grado di assorbire meglio le perdite in tempi di crisi. Tuttavia, requisiti patrimoniali più elevati comportano anche dei costi, ad esempio un aumento del costo del credito. È quindi importante trovare un equilibrio, poiché un impegno di capitale eccessivo può anche influire negativamente sull'attività economica.
Garanzia dei depositi
La garanzia dei depositi protegge i risparmi dei clienti e rafforza la fiducia nel sistema bancario, riducendo il rischio di una corsa agli sportelli («bank run»). Al contempo, però, può influenzare la percezione del rischio da parte dei risparmiatori.
Lotta al riciclaggio di denaro
Per combattere la criminalità finanziaria, le banche devono segnalare le attività sospette e verificare la provenienza del denaro e l'identità dei clienti. Ciò rafforza la sicurezza e l'integrità del sistema finanziario.
Registro elettronico degli aventi diritto economici
Il registro della trasparenza per le persone giuridiche, che sarà introdotto in futuro ai sensi della Legge sulla trasparenza delle persone giuridiche (LTPG), garantisce la trasparenza rendendo identificabili i titolari effettivi delle persone giuridiche. Ciò contribuisce a combattere attività illegali come il riciclaggio di denaro.
Nonostante tutte le misure adottate, è importante sottolineare che i rischi non possono mai essere eliminati completamente. Una copertura totale metterebbe in discussione il modello commerciale basato sul rischio delle banche. Queste ultime devono continuare a essere in grado di assumersi dei rischi per adempiere alla loro funzione economica. Un esempio di rischio di regolamentazione eccessiva sarebbe un drastico inasprimento dei requisiti patrimoniali, che limiterebbe fortemente la capacità delle banche di concedere crediti.

Quali strumenti aggiuntivi esistono per affrontare le crisi?
In caso di grave crisi, lo Stato può ricorrere a strumenti supplementari per garantire in modo mirato la stabilità del sistema finanziario. Questi strumenti completano le misure di regolamentazione esistenti e consentono alle autorità come la FINMA e la BNS di intervenire direttamente per proteggere il sistema dal collasso, anche se ciò comporta la temporanea sospensione dei meccanismi di mercato.
Il dispositivo per il sostegno straordinario di liquidità (ELA) e la garanzia statale della liquidità Public Liquidity Backstop (PLB)
Tra le misure a breve termine più importanti in caso di crisi figurano il dispositivo per il sostegno straordinario di liquidità della Banca nazionale svizzera (BNS) sotto forma di Emergency Liquidity Assistance (ELA), accessibile in linea di principio a tutte le banche, e il Public Liquidity Backstop (PLB), riservato esclusivamente alle banche di rilevanza sistemica. La Confederazione e la BNS perseguono così l'obiettivo di mantenere la solvibilità e la capacità operativa delle banche di importanza sistemica anche in tempi di crisi.
Nazionalizzazione temporanea e «Bad Banks»
Nei casi più gravi, lo Stato può nazionalizzare temporaneamente gli istituti per risanarli. Un'altra misura consiste nel trasferire le attività a rischio in cosiddette «Bad Banks». Ciò alleggerisce i bilanci delle banche interessate e consente la prosecuzione delle loro attività.
«Bail-in»
Un altro strumento di crisi per la partecipazione dei creditori è il «Bail-in». In questo caso, i creditori sono obbligati a sostenere le perdite prima che vengano utilizzati fondi statali. L'obiettivo è quello di proteggere i contribuenti e distribuire i costi di un salvataggio nel modo più equo possibile sul mercato.
Fusioni di emergenza
Un altro strumento di crisi è la fusione di emergenza, in cui un istituto forte acquisisce una banca in difficoltà. Un esempio è l'acquisizione di Credit Suisse da parte di UBS nel marzo 2023. Tali fusioni hanno lo scopo di prevenire un effetto domino e rafforzare la fiducia nella piazza finanziaria.

Come si è evoluta storicamente la regolamentazione dei mercati finanziari?
Uno sguardo allo sviluppo storico aiuta a comprendere meglio le normative odierne, in particolare come le crisi passate abbiano influenzato l'attuale regolamentazione e vigilanza dei mercati finanziari.
Primi approcci nel XVII e XIX secolo
La regolamentazione dei mercati finanziari si è evoluta costantemente nel corso dei secoli, sempre in risposta a crisi economiche e sistemi finanziari instabili. Il primo passo significativo in questa direzione fu la fondazione della Banca d'Inghilterra nel 1694. Non era solo una banca, ma nel corso del tempo assunse sempre più funzioni di regolamentazione, in particolare in relazione alla vigilanza e alla stabilizzazione del sistema bancario. Nel XIX secolo, drammatiche crisi bancarie, come quella del 1825 in Gran Bretagna, condussero a un chiaro segnale d'allarme: era urgente migliorare la vigilanza e la regolamentazione del settore bancario. Queste crisi hanno messo in evidenza quanto potesse essere fragile il sistema in assenza di regole chiare e meccanismi di sicurezza.
La Grande Depressione come punto di svolta
Un vero punto di svolta nella storia della regolamentazione dei mercati finanziari è stata la Grande Depressione degli anni '30. La devastante crisi economica ha portato a una massiccia perdita di fiducia nelle banche e ha dato origine a una serie di riforme. Negli Stati Uniti fu approvata la legge Glass-Steagall del 1933, che separava le banche commerciali da quelle di investimento, una misura volta a rendere il sistema finanziario più sicuro e stabile. Fu inoltre istituita la Securities and Exchange Commission (SEC), con il chiaro compito di vigilare sui mercati finanziari e garantirne l'equità e la trasparenza.
Deregolamentazione e globalizzazione dopo la Seconda guerra mondiale
Dopo la Seconda guerra mondiale, l'economia mondiale ha vissuto una fase di liberalizzazione, durante la quale sempre più banche sono state deregolamentate. Il sistema di Bretton Woods ha favorito il commercio internazionale e il flusso di capitali e negli anni '70 sempre più paesi hanno deciso di liberalizzare il mercato, rendendo il settore finanziario più complesso e globalmente interconnesso.
La crisi finanziaria del 2007-2008 e il ritorno alla regolamentazione
La crisi finanziaria del 2007-2008 ha poi portato a un altro drastico ripensamento. Il crollo di grandi istituti finanziari ha messo in luce le evidenti debolezze del sistema. La crisi finanziaria è stata però favorita anche da decisioni politiche e di politica monetaria. Negli Stati Uniti, la politica ha promosso in modo mirato l'accesso diffuso alla proprietà immobiliare, indipendentemente dalla solvibilità, mentre la banca centrale statunitense ha mantenuto i tassi di interesse a un livello molto basso per un lungo periodo. Insieme, questi fattori hanno creato un terreno fertile per un'eccessiva concessione di crediti e bolle speculative, che alla fine hanno portato al collasso. La crisi ha condotto a una serie di interventi statali e a una nuova ondata di regolamentazione volta a ripristinare la fiducia nel sistema finanziario. Un passo significativo è stata l'introduzione dell'accordo Basilea III, che ha imposto alle banche requisiti più severi in materia di capitale e liquidità al fine di prevenire il rischio di crisi future. Negli Stati Uniti è stato approvato il Dodd-Frank Act, che ha affrontato la questione del «too big to fail» e ha aumentato significativamente la trasparenza sui mercati finanziari.
Sfide attuali e ulteriori sviluppi
Negli ultimi anni la regolamentazione dei mercati finanziari ha continuato a evolversi per stare al passo con i cambiamenti nel mondo finanziario. Le nuove tecnologie, come le FinTech e le criptovalute, pongono nuove sfide alla regolamentazione. Un esempio a livello europeo è la direttiva MiFID II, che mira in particolare a rafforzare la protezione degli investitori e la trasparenza del mercato. Ma la regolamentazione ha un costo: può comportare un aumento degli oneri amministrativi (in particolare per gli istituti di piccole dimensioni), frenare l'innovazione o creare incentivi distorti, ad esempio quando gli operatori di mercato diventano eccessivamente avversi al rischio, si ritirano in aree poco regolamentate o si crea un falso senso di sicurezza («moral hazard»). È quindi importante che la regolamentazione non sia solo efficace, ma anche proporzionata. Oltre ai vantaggi di una regolamentazione, occorre sempre tenere conto anche dei costi e degli effetti indesiderati che essa comporta.
Questo continuo adeguamento dimostra chiaramente una cosa: la regolamentazione dei mercati finanziari è un processo importante che deve costantemente adattarsi ai cambiamenti del mondo finanziario globale. Al contempo, la regolamentazione non deve essere soggetta a modifiche troppo frequenti e arbitrarie, poiché la certezza del diritto e l'affidabilità sono altrettanto decisive per la fiducia degli operatori di mercato. La regolamentazione dovrebbe essere basata su principi, in modo da essere sufficientemente flessibile da tenere conto delle innovazioni senza dover essere adeguata ad ogni novità. Le attuali tendenze alla deregolamentazione, ad esempio negli Stati Uniti, evidenziano tuttavia i rischi di un quadro normativo troppo permissivo. Un sistema finanziario stabile richiede un attento equilibrio tra libertà e controllo. La regolamentazione rimane quindi la chiave per garantire il futuro dei nostri mercati finanziari e assicurare che l'economia mondiale poggi su basi stabili anche in tempi turbolenti.

Quali sono le principali normative attualmente in vigore?
Il mercato finanziario svizzero è protetto da una fitta rete di norme giuridiche e standard di autoregolamentazione che garantiscono la stabilità, l'integrità e la trasparenza del sistema. Queste norme riguardano non solo le banche e le assicurazioni, ma anche i fornitori di servizi finanziari, le piazze borsistiche e gli investimenti collettivi di capitale. In questo capitolo vengono illustrate le attuali basi giuridiche e di autoregolamentazione che disciplinano il mercato finanziario svizzero.
Banche
La Legge sulle banche (LBCR) costituisce il quadro normativo centrale per il settore bancario. Essa disciplina l'organizzazione, l'autorizzazione e la vigilanza delle banche, ponendo in primo piano la tutela dei creditori. La FINMA (Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari) è responsabile dell'autorizzazione delle banche in Svizzera e garantisce che queste soddisfino severi requisiti in materia di capitale proprio e riserve. Ciò fa sì che le banche svizzere siano considerate particolarmente sicure a livello internazionale. Anche il famoso segreto bancario svizzero (art. 47 LBCR) è sancito in questo contesto.
Società di intermediazione mobiliare
La Legge sugli istituti finanziari (LIsFi) stabilisce i requisiti che devono soddisfare gli istituti finanziari quali gestori patrimoniali, direzioni di fondi e società di intermediazione mobiliare. Essa garantisce una regolamentazione uniforme del commercio di valori mobiliari e crea un quadro giuridico per la protezione degli investitori e il buon funzionamento dei mercati finanziari.
Infrastrutture dei mercati finanziari
La Legge sull’infrastruttura finanziaria (LInFi) disciplina le sedi di negoziazione, le controparti centrali e i registri delle transazioni. Essa garantisce che anche il commercio di derivati avvenga in condizioni chiare e sicure.
Servizi finanziari
La Legge sui servizi finanziari (LSerFi) garantisce che i fornitori di servizi finanziari operino in modo equo e trasparente. Definisce gli obblighi comportamentali e informativi che essi devono rispettare nei confronti dei propri clienti, promuovendo così la protezione degli investitori.
Investimenti collettivi di capitale
La Legge sugli investimenti collettivi di capitale (LICol) disciplina l'autorizzazione, l'organizzazione e la sorveglianza degli investimenti collettivi di capitale. L'obiettivo è rafforzare la protezione degli investitori e creare una struttura di mercato trasparente ed efficiente.
LFINMA
La Legge sulla vigilanza dei mercati finanziari (LFINMA) costituisce la base giuridica per l'attività della FINMA. Essa disciplina la vigilanza statale su banche, assicurazioni e intermediari finanziari e garantisce l'esistenza di un quadro normativo completo e uniforme, in quanto costituisce la legge quadro che sovrasta le altre leggi contenenti disposizioni in materia di vigilanza sui mercati finanziari.
Assicurazioni
Nel settore assicurativo vige la Legge sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA), che disciplina il controllo statale sulle compagnie assicurative e sugli intermediari assicurativi. Essa tutela gli assicurati dai rischi di insolvenza e dagli abusi. La Legge sul contratto d'assicurazione (LCA) stabilisce il quadro giuridico dei contratti tra assicuratori e assicurati.
Riciclaggio di denaro
La Legge sul riciclaggio di denaro (LRD) è rilevante per tutti gli intermediari finanziari e stabilisce misure per la prevenzione del riciclaggio di denaro e del finanziamento del terrorismo. Gli istituti finanziari devono prestare particolare attenzione alle transazioni finanziarie ed effettuare controlli efficaci per impedire flussi di denaro illegali.
Obbligazioni fondiarie
La Legge sulle obbligazioni fondiarie (LOF) disciplina l'emissione di obbligazioni fondiarie e garantisce che le relative garanzie siano gestite in modo trasparente e sicuro.
Autoregolamentazione
Oltre a queste basi legali, in Svizzera riveste un ruolo importante anche l'autoregolamentazione. Si tratta di standard e direttive sviluppati dal settore stesso. Questa autoregolamentazione può essere suddivisa in tre categorie:
Figura 2

L’autoregolamentazione libera è puramente autonoma e senza alcun intervento dello Stato, come ad esempio le direttive del Swiss Code of Best Practice for Corporate Governance di economiesuisse. Queste norme non sono giuridicamente vincolanti, ma nella pratica sono ampiamente rispettate e si sono affermate come importanti linee guida.
L’autoregolamentazione è riconosciuta dalla FINMA come standard minimo e quindi di fatto vincolante, poiché influenza in modo significativo la valutazione degli istituti. Ne sono un esempio l'autoregolamentazione dell'Associazione svizzera dei banchieri, in particolare la CDB 20 (Convenzione relativa alle norme professionali in materia di dovere di diligenza delle banche), e dell'Asset Management Association. Ai sensi dell'art. 7 cpv. 3 LFINMA, la FINMA promuove l'autoregolamentazione e può riconoscerla come standard minimo e applicarla nell'ambito dei suoi poteri di vigilanza. Tali norme non si applicano quindi solo ai membri della corrispondente organizzazione di autoregolamentazione, ma devono essere rispettate anche da tutti gli altri operatori del settore.
L'autoregolamentazione obbligatoria si basa su una base giuridica ed è quindi vincolante. Ne è un esempio il regolamento degli organismi di autodisciplina (OAD) per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Tali mandati di regolamentazione legali si trovano ad esempio nella legge sulle banche (art. 37h LBCR sulla garanzia dei depositi) o nella legge sul riciclaggio di denaro (art. 24 segg.). Le norme di autoregolamentazione che ne derivano devono essere approvate dalla FINMA.

Quali sono le istituzioni competenti e qual è il loro ruolo?
Questo capitolo illustra quali istituzioni sono responsabili della regolamentazione del mercato finanziario svizzero. La responsabilità della regolamentazione del mercato finanziario svizzero è ripartita tra diverse istituzioni forti, ciascuna con un proprio importante compito nell'interazione tra stabilità, sicurezza e fiducia.
Parlamento, Consiglio federale e popolo
Il Parlamento svolge un ruolo fondamentale nel definire il quadro giuridico del mercato finanziario. In tal modo garantisce la legittimità democratica di tutte le disposizioni normative. Anche il popolo svolge un ruolo centrale nel processo politico: attraverso referendum e iniziative popolari può influire direttamente sui processi legislativi e promuovere correzioni agli sviluppi normativi. Il Consiglio federale concretizza le disposizioni di legge a livello di ordinanza, creando così il quadro per un'attuazione efficace. In situazioni di crisi, come ad esempio nel caso del salvataggio di Credit Suisse, il Consiglio federale assume un ruolo più importante. In qualità di organo esecutivo della Svizzera, in situazioni eccezionali, può emanare ordinanze d'urgenza e assumere il coordinamento della gestione delle crisi.
BNS
La Banca nazionale svizzera (BNS) svolge un ruolo chiave. Non solo garantisce la stabilità dei prezzi, ma contribuisce anche attivamente alla stabilità a lungo termine del sistema finanziario e, in caso di crisi, mette a disposizione liquidità. A tal fine, osserva i rischi sistemici, analizza gli sviluppi della politica monetaria e crea condizioni quadro affidabili per il mercato finanziario.
FINMA
L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA) è la principale autorità di vigilanza nel settore finanziario svizzero. Essa garantisce che le banche, le assicurazioni e gli altri istituti finanziari rispettino i requisiti legali e normativi vigenti. L'obiettivo della FINMA è quello di preservare la stabilità del sistema finanziario e mantenere la fiducia nel mercato.
Organismi di autodisciplina
In Svizzera l'autoregolamentazione riveste un ruolo importante. Esistono diversi organismi di autoregolamentazione, tra cui l'Associazione svizzera dei banchieri (ASB), l'Asset Management Association Switzerland (AMAS), la SIX Swiss Exchange e varie organizzazioni di autodisciplina (OAD). Questi organismi sono stati creati dagli stessi operatori del mercato finanziario al fine di definire norme e regole specifiche. Essi svolgono un ruolo fondamentale nella regolamentazione preventiva e nella promozione delle best practice all'interno del settore finanziario.
La varietà di queste istituzioni forma un sistema ben coordinato che crea le condizioni quadro per il mercato finanziario e contribuisce anche alla sua sorveglianza.

Quali norme internazionali adotta la Svizzera?
Importanza degli standard internazionali
La crescente interconnessione dei mercati finanziari globali richiede regole uniformi e chiare. Senza questi standard comuni potrebbero verificarsi distorsioni della concorrenza e instabilità, in particolare nel settore bancario transfrontaliero. Gli standard internazionali contribuiscono a creare condizioni di parità per tutti gli operatori di mercato e consentono di individuare tempestivamente e attenuare i rischi sistemici, come le crisi finanziarie. La Svizzera si è attivamente adeguata ai principali standard internazionali al fine di mantenere la stabilità e la competitività della propria piazza finanziaria. La Svizzera si orienta a diversi standard internazionali che la aiutano ad affermarsi come piazza finanziaria globale. In questo capitolo vengono brevemente illustrati i diversi standard.
Basilea III
Dopo la crisi finanziaria del 2008 è stato introdotto il pacchetto di riforme Basilea III per migliorare la dotazione di capitale proprio e la liquidità delle banche. La Svizzera ha adottato questi standard e, in parte, li ha inaspriti per rendere le banche più solide.
FATF (Financial Action Task Force)
La FATF sviluppa standard validi a livello mondiale per la lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. La Svizzera li ha adottati al fine di preservare l'integrità del sistema finanziario e per impedire i flussi di denaro illegali.
MiFID II (Markets in Financial Instruments Directive II)
Sebbene la MiFID II sia stata concepita principalmente per l'area dell'UE, la Svizzera ne ha ripreso alcuni elementi importanti al fine di rendere i propri mercati finanziari più efficienti, trasparenti e meglio regolamentati.
ISO 20022
Si tratta di uno standard internazionale per lo scambio di messaggi finanziari che armonizza e semplifica i pagamenti internazionali. Con l'introduzione di questo standard, la Svizzera ha automatizzato i propri processi di pagamento e aumentato l'efficienza nel settore finanziario.
Standard OCSE
La Svizzera adotta gli standard OCSE per combattere l'evasione fiscale, promuovere la trasparenza e sostenere un sistema economico responsabile.
G20 e Financial Stability Board (FSB)
Le raccomandazioni dell'FSB influenzano anche la Svizzera, in particolare per quanto riguarda la regolamentazione dei rischi sistemici e la promozione della stabilità dei mercati finanziari.
Interoperabilità e competitività
Adottando questi standard internazionali, la Svizzera garantisce la propria interoperabilità internazionale, rafforza la fiducia nella propria piazza finanziaria e rimane competitiva a livello globale.

La Svizzera nel confronto internazionale: effetti di una regolamentazione rigorosa sulla piazza finanziaria
Effetti della regolamentazione più rigorosa sulla competitività
Sebbene i requisiti normativi aggiuntivi aumentino la stabilità e la sicurezza del sistema finanziario, possono anche compromettere la competitività. Norme più severe comportano costi più elevati per le banche e possono limitare il loro margine di manovra operativo. Spesso sono soprattutto gli istituti finanziari di piccole dimensioni a risentire maggiormente di questi oneri. Se i requisiti normativi diventassero troppo complessi e costosi, le imprese potrebbero essere indotte a scegliere sedi con normative meno severe. Ciò potrebbe non solo ridurre l'attrattività della piazza finanziaria svizzera per gli investitori internazionali, ma anche rendere più difficile l'accesso alla concorrenza globale. Inoltre, un onere normativo eccessivo può compromettere la concorrenza sul mercato interno, ad esempio attraverso una maggiore concentrazione del mercato o elevate barriere all'ingresso per i nuovi operatori, frenando in ultima analisi l'innovazione. A ciò si aggiungono possibili effetti di ricaduta sull'economia reale, ad esempio sotto forma di condizioni di credito più restrittive o più costose, che possono limitare le possibilità di finanziamento delle imprese.
La regolamentazione svizzera nel confronto internazionale
Nel confronto internazionale, la regolamentazione dei mercati finanziari svizzeri è considerata piuttosto severa. Tale severità garantisce stabilità e sicurezza, ma rappresenta anche una sfida, poiché le banche e gli istituti finanziari devono soddisfare requisiti più elevati rispetto a molti altri paesi. Per la Svizzera è quindi importante trovare un equilibrio tra sicurezza e libertà imprenditoriale. Solo così la piazza finanziaria svizzera potrà rimanere competitiva, propizia all'innovazione e connessa a livello internazionale.
L’equilibrio tra sicurezza e competitività
La Svizzera persegue una solida regolamentazione dei mercati finanziari che tiene conto degli standard internazionali e in alcuni settori va anche oltre, al fine di garantire la massima stabilità del sistema finanziario. Queste norme più severe contribuiscono a ridurre i rischi e rafforzano la fiducia nella piazza finanziaria. Ma la Svizzera deve prestare attenzione affinché la regolamentazione non diventi troppo rigida e comprometta la competitività della piazza finanziaria. Un equilibrio tra norme severe e flessibilità imprenditoriale è fondamentale per garantire la sostenibilità futura del mercato finanziario.
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