Mann in blauer Arbeitskleidung prüft einen Lastwagen mit langem Werkzeug.
Zelten

«Buy European»: la Svizzera fa parte della catena del valore europea

11.09.2026

A colpo d'occhio

  • La Svizzera è il terzo investitore più importante e il quarto partner commerciale in Europa.
  • Con una serie di proposte normative, l’UE intende proteggere meglio il proprio mercato. Sebbene le misure non siano rivolte in primo luogo contro la Svizzera, esse incidono comunque anche sul nostro Paese e sulle imprese svizzere.
  • L’economia svizzera si impegnerà nel processo politico fino al raggiungimento di un accordo a livello dell’UE.
  • Gli Accordi bilaterali III rappresentano l’unica possibilità praticabile per costruire un ponte.

Condividi l'articolo

Scarica come PDF

Questa settimana l’UE ha pubblicato il Public Procurement Act (PPA), proseguendo così con coerenza la propria politica di sovranità economica. Con il concetto di «preferenza europea» (principio "Buy European"), Bruxelles cerca di rafforzare l’industria indigena. L’obiettivo è ridurre la dipendenza strategica da paesi terzi – in particolare dalla Cina e dagli Stati Uniti – e utilizzare il proprio mercato interno come leva per la propria economia. Gli appalti pubblici nell’UE sono significativi: rappresentano circa il 15% del prodotto interno lordo (circa 2,5 trilioni di euro all’anno). In futuro, queste spese dello Stato dovranno promuovere in modo mirato le imprese europee. Le autorità sarebbero inoltre autorizzate a rifiutare le offerte qualora la quota di valore aggiunto generato in Europa fosse inferiore al 50%.

Attualmente i legislatori europei stanno definendo le loro posizioni in merito all’Industrial Accelerator Act (IAA). Il dibattito su cosa debba essere definito «europeo» in futuro non è però ancora concluso all’interno dell’UE. Alcuni Stati membri chiedono una definizione restrittiva, secondo cui i paesi terzi debbano essere trattati alla pari. Altri membri sono più aperti. Per la Svizzera sarà quindi fondamentale non subire discriminazioni e che i prodotti svizzeri facciano parte dell’iniziativa "Buy European".

Modello per tutte le altre proposte legislative

Inoltre, sono in cantiere ulteriori proposte legislative dell’UE:

  • il «Cloud and AI Development Act» (CADA), pubblicato a giugno, mira a rafforzare la sovranità tecnologica, la competitività e la sicurezza digitale dell’UE nel settore delle infrastrutture cloud e dell’intelligenza artificiale (IA).
  • l’«Innovation Act», pubblicato anch’esso il 9 settembre, intende obbligare gli enti pubblici dei paesi dell’UE a privilegiare le start-up e gli sviluppatori europei nello sviluppo congiunto di nuovi prototipi non ancora disponibili sul mercato.

Il progetto di legge sulla riforma del diritto europeo in materia di appalti pubblici potrebbe quindi diventare l’elemento centrale del principio "Buy European".

Costi di approvvigionamento più elevati, tempi di consegna più lunghi e maggiore burocrazia

In caso di inasprimento delle norme, le imprese svizzere rischiano di dover affrontare nuovi ostacoli commerciali e un aumento degli oneri burocratici. Infatti, le imprese che in futuro vorranno partecipare alle gare d’appalto dell’UE dovranno soddisfare e dimostrare di rispettare tali condizioni. Le conseguenze sarebbero prezzi più elevati e ritardi nell’introduzione di offerte innovative.

La Svizzera fa parte della catena del valore europea

In molti settori industriali, le aziende svizzere sono parte integrante delle catene del valore europee. Molte imprese svizzere forniscono tecnologie chiave molto richieste anche sul mercato europeo. Ad esempio, le aziende svizzere forniscono tecnologia all’avanguardia e componenti essenziali, senza i quali il razzo europeo Ariane non potrebbe volare nello spazio. I produttori svizzeri di energia elettrica sono inoltre importanti investitori nelle infrastrutture energetiche europee e contribuiscono alla produzione sostenibile di energia nell’UE. L’hub svizzero dedicato all’intelligenza artificiale fornisce inoltre un importante contributo alla creazione di soluzioni europee in questo campo.

Costruire un ponte con gli Accordi bilaterali III

È evidente che l’UE sfrutta la forza del proprio mercato interno. L’accordo sugli appalti pubblici tra la Svizzera e l’UE è entrato in vigore nel 2002 insieme agli Accordi bilaterali I. Esso comprende settori quali le ferrovie, le telecomunicazioni e l’energia. La ricerca e lo sviluppo, però, non sono esplicitamente inclusi. Una loro inclusione richiederebbe un nuovo accordo tra la Svizzera e l’UE. Ciò presuppone però a sua volta una stabilizzazione delle relazioni – come con il pacchetto degli Accordi bilaterali III.

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti qui alla nostra newsletter. Registrandoti, riceverai dalla prossima settimana tutte le informazioni attuali sulla politica economica e le attività della nostra associazione.

Indirizzo email