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Un tetto demografico rigido aggrava i problemi della Svizzera

29.05.2026

A colpo d'occhio

  • Un nuovo studio commissionato dalla Confederazione stima che i costi di un tetto demografico rigido superino nettamente i benefici.
  • Un limite massimo fisso aggraverebbe ulteriormente le attuali difficoltà legate alla carenza di manodopera, al settore sanitario e all'AVS.
  • economiesuisse si oppone ad un rigido limite demografico. Occorrono invece soluzioni mirate per il mercato immobiliare, le infrastrutture e il settore dell’asilo.

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Il 14 giugno voteremo su un tetto demografico fisso. Uno studio esterno commissionato dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM), realizzato nell’ambito di due iniziative parlamentari, ne illustra i potenziali effetti: la limitazione della popolazione residente permanente in Svizzera a 10 milioni di persone avrebbe conseguenze di vasta portata per l'economia, le assicurazioni sociali e le relazioni bilaterali con l'UE.

I costi superano di gran lunga i benefici

Lo studio dimostra infatti che, nel bilancio complessivo, una limitazione della popolazione a 10 milioni comporterebbe notevoli costi economici e di politica sociale. Sebbene, secondo lo studio, un limite comporti anche effetti di alleggerimento, in particolare sul mercato immobiliare, sulle infrastrutture e sull'ambiente, nonché su singole prestazioni sociali come le prestazioni complementari e l'aiuto sociale, tali benefici sono di entità nettamente inferiore rispetto ai costi stimati.

Aggravio delle sfide relative alla carenza di manodopera, alla sanità e all'AVS

I costi fiscali di un tetto massimo sarebbero sostanziali: secondo lo studio, il saldo dell’AVS peggiorerebbe di diversi miliardi di franchi all’anno per decenni, mentre le entrate fiscali diminuirebbero più rapidamente delle spese, ad esempio per le prestazioni complementari e l’aiuto sociale. Allo stesso tempo, la quota dei costi sanitari sul reddito nazionale aumenterebbe più rapidamente che senza un limite.

Il mercato del lavoro sarebbe particolarmente colpito. Secondo lo studio, entro il 2050 mancherebbero diverse centinaia di migliaia di lavoratori. Sarebbero colpiti in misura superiore alla media i settori che già oggi soffrono di carenza di manodopera, come il settore alberghiero e della ristorazione, l'industria, nonché il settore sanitario e delle cure. Proprio nel settore delle cure, il crescente fabbisogno di una popolazione che invecchia si scontrerebbe con un'offerta di manodopera più ridotta.

Anche l'AVS finirebbe sotto ulteriore pressione: lo studio ipotizza che il deficit di finanziamento aumenterebbe in modo significativo. Per colmarlo, a lungo termine sarebbero necessarie fonti di finanziamento aggiuntive, come contributi salariali più elevati, aumenti delle imposte o adeguamenti delle prestazioni. Allo stesso tempo, i maggiori costi sanitari verrebbero ripartiti su un numero minore di lavoratori, il che potrebbe aumentare ulteriormente l'onere pro capite.

Regioni rurali e sicurezza dell'approvvigionamento particolarmente colpite

Gli effetti di una limitazione rigida si manifesterebbero in modo diverso a seconda delle regioni. Secondo lo studio, le regioni rurali e periferiche, già oggi maggiormente colpite dall'invecchiamento, dovrebbero aspettarsi ulteriori sfide. Tra queste figurano rischi nell'assistenza medica di base, una crescente carenza di manodopera, un'accelerazione dei fenomeni di spopolamento e possibili chiusure di scuole a causa del calo del numero di alunni.

I vantaggi dell'immigrazione di manodopera prevalgono

Lo studio giunge complessivamente a una conclusione chiara: una limitazione permanente dell’immigrazione aggrava proprio quei problemi con cui la Svizzera è già oggi alle prese: invecchiamento demografico, carenza di manodopera e aumento dei costi sanitari. Allo stesso tempo, limita il margine di manovra politico.

Dal punto di vista di economiesuisse, lo studio conferma che i vantaggi dell’immigrazione di manodopera prevalgono complessivamente in termini di benessere, sistema sociale e sicurezza dell’approvvigionamento. Un tetto demografico rigido non è invece uno strumento sensato per una Svizzera che invecchia. economiesuisse respinge quindi chiaramente l’iniziativa del caos. Occorre invece affrontare con coerenza le sfide esistenti relative allo sfruttamento del potenziale della manodopera indigena, al mercato degli alloggi, alle infrastrutture e al settore dell’asilo. Maggiori informazioni al riguardo sono disponibili nell’ultimo capitolo del nostro dossierpolitica.

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