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« L’accordo sull’energia elettrica traccia la strada giusta per il futuro. »

Vittoria parziale per l’accordo sull’energia elettrica: ora bisogna tenere in considerazione i consumatori

30.10.2026

A colpo d'occhio

  • Nella politica energetica bisogna trovare un equilibrio tra sicurezza dell’approvvigionamento, investimenti nella produzione, reti stabili e prezzi dell’elettricità accessibili.
  • In questo senso l’accordo sull’energia elettrica è fondamentale. Garantisce l’accesso al mercato e dà il necessario impulso alle riforme a livello nazionale.
  • La politica non deve perdere di vista chi, in definitiva, paga l’elettricità: le famiglie e le imprese.

L’approvazione dell’accordo sull’energia elettrica da parte della Commissione per l’energia del Consiglio degli Stati è un segnale importante. La Commissione sottolinea ciò che per molte imprese è chiaro già da tempo: una migliore integrazione nel mercato europeo dell’energia elettrica crea nuove opportunità di mercato per la Svizzera, aumenta la sicurezza dell’approvvigionamento e fa avanzare le riforme del mercato svizzero dell’energia elettrica, attese da anni.

Più libertà di scelta per le PMI

È particolarmente positivo che la maggioranza della Commissione sostenga l’apertura del mercato alle PMI con un consumo annuo a partire da 50 megawattora. Le imprese avranno più libertà di scelta e potranno procurarsi l’elettricità dove il prezzo e le prestazioni sono più convenienti per loro. I fornitori, dal canto loro, avranno più libertà, ma dovranno impegnarsi di più per i propri clienti e puntare sull’innovazione: è la logica della concorrenza. Il mercato elettrico svizzero di oggi viene spesso idealizzato, ma per le imprese su entrambi i lati del mercato la realtà è amara: mancanza di sicurezza dell’approvvigionamento, scarso potenziamento della produzione elettrica invernale, costi di regolamentazione e tasse elevati, oltre a prezzi circa tre volte più alti rispetto all’Asia o agli Stati Uniti. Le riforme sono quindi urgenti.

In questo contesto è positiva anche la decisione di non prorogare la tariffa minima per il fotovoltaico. Quest’ultima ostacola lo sviluppo mirato delle energie rinnovabili per la stagione fredda e buia, perché dirotta i fondi verso gli impianti già esistenti. Inoltre, aggrava una cattiva allocazione dell’energia elettrica: viene incentivata la sovrapproduzione nel momento sbagliato, mentre il problema invernale svizzero rimane irrisolto. Il finanziamento tramite il supplemento di rete, come vorrebbe la minoranza della Commissione, potrebbe costare ai consumatori altri miliardi. Proprio per la piazza industriale svizzera è fondamentale che l’onere delle tariffe sulla bolletta elettrica diminuisca o, almeno, non aumenti ulteriormente.

Non eliminare di nuovo i vantaggi con la regolamentazione

Per altre decisioni, il bilancio provvisorio è meno chiaro. Con il mantenimento del premio di mercato variabile per le grandi centrali idroelettriche o le possibili tasse di transizione per l’ingresso nel mercato libero, sorgono questioni delicate sulla compatibilità con l’accordo negoziato. Inoltre, l’apertura del mercato dovrebbe essere accompagnata da un potenziamento dell’approvvigionamento di base e da varie misure aggiuntive. Per i singoli aspetti si possono certamente trovare argomenti a favore. Nel complesso, però, la tutela delle strutture esistenti non deve avere un peso maggiore rispetto a una concorrenza il più possibile vantaggiosa per i produttori e i clienti. Va evitato anche un nuovo e costoso «Swiss Finish». Dopo l’apertura del mercato, la legislazione sull’energia e sull’approvvigionamento elettrico non deve essere più dettagliata di prima.

Alla fine, devono essere i clienti dell’elettricità a trarne vantaggio

Il Parlamento dovrebbe prestare particolare attenzione a questo aspetto nelle prossime discussioni. L’apertura del mercato può portare a prezzi più bassi, offerte migliori e più possibilità di scelta. Ma per questo bisogna anche lasciarlo libero di funzionare. Il mercato aperto deve essere attrattivo per le PMI e i produttori di energia elettrica, l’approvvigionamento di base deve funzionare in modo efficiente e la regolamentazione deve garantire una concorrenza leale. Le maggioranze risicate in Commissione dimostrano che questo equilibrio rimane politicamente impegnativo. È quindi ancora più importante non perdere di vista l’obiettivo.

La sicurezza dell’approvvigionamento e buone condizioni di investimento sono fondamentali. Ma, in ultima analisi, un mercato dell’energia elettrica più integrato e competitivo deve portare benefici soprattutto a chi lo finanzia: i consumatori di energia elettrica. Altrimenti rischiamo di vanificare noi stessi una parte dei vantaggi dell’accordo con ulteriori regolamentazioni.

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