

L’accordo sull’energia elettrica è un contributo fondamentale alla sicurezza dell’approvvigionamento
23.06.2026
A colpo d'occhio
- Per la Svizzera, l’accordo sull’energia elettrica è un pilastro fondamentale per un approvvigionamento energetico economico, pulito e sicuro.
- Oltre a promuovere lo sviluppo delle energie rinnovabili e ad abolire il divieto tecnologico sul nucleare, l’accordo mira a rafforzare le opportunità della Svizzera sul mercato europeo dell’energia elettrica.
- La decisione della Commissione per l’energia del Consiglio degli Stati di dare il via ai lavori manda il segnale giusto. Ora serve un’attuazione a livello nazionale che sia davvero praticabile.
Con la decisione della Commissione dell’ambiente, della pianificazione del territorio e dell’energia del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) si raggiunge un’importante pietra miliare nel dibattito sull’accordo sull’energia elettrica. La Svizzera come polo industriale ha bisogno di questo accordo: garantisce l’accesso a otto gigawatt di capacità di importazione, pari a otto volte la centrale nucleare di Gösgen. Rafforza i consumatori: le aziende svizzere consumano circa la metà dell’energia elettrica del nostro Paese. La libera scelta del fornitore è un vantaggio per le PMI e frena i prezzi dell’elettricità, che sono molto alti rispetto al resto del mondo. Inoltre, l’accordo riduce i costi e promuove l’innovazione: 600 monopoli locali e tariffe elettriche, migliaia di pagine di regolamentazione del mercato dell’elettricità – il mercato svizzero dell’elettricità non è pronto per il futuro. L’attuazione dell’accordo a livello nazionale è un’occasione per correggere questa situazione. Grazie alle riforme del mercato, alle importazioni garantite e alle nuove opportunità di esportazione, i costi del sistema nel 2050 potrebbero essere inferiori di circa 50 miliardi di CHF (-30%).
Un accordo ben negoziato
La sovranità sulla propria produzione di energia elettrica e sui propri sistemi rimane pienamente garantita dall’accordo sull’energia elettrica, come è stato confermato anche dalle istituzioni dell’UE (in particolare per quanto riguarda le riserve di energia elettrica e l’energia idroelettrica). L’adozione dinamica della normativa è chiaramente delimitata: in totale sono 12 gli atti legislativi dell’UE che devono essere recepiti. Il diritto delle concessioni non è interessato, mentre per il diritto ambientale vale il principio di equivalenza. La Svizzera ottiene inoltre un diritto di parola in ambito tecnico e nel processo decisionale politico. Gli obiettivi dei negoziati sono stati quindi pienamente raggiunti.
Un’attuazione snella a livello nazionale: il margine di manovra c’è, sta a noi sfruttarlo
Con la revisione della legge sull’energia e sull’approvvigionamento elettrico, la Svizzera ha l’opportunità di semplificare notevolmente il proprio mercato dell’energia elettrica e di ridurre in modo massiccio gli oneri normativi. È importante cogliere questa opportunità, dato che l’accordo sull’energia elettrica stabilisce solo linee guida molto vaghe. Per un’attuazione snella servono, tra le altre cose, una revisione degli strumenti di incentivazione troppo complicati, una separazione pragmatica tra la gestione della rete e le altre attività, la prevenzione dei «Swiss Finishes», l’assenza di norme dettagliate inutili nel nuovo approvvigionamento di base, nonché una vigilanza sul mercato snella ed efficace. L’obiettivo è chiaro: il mercato dell’energia elettrica liberalizzato non deve essere regolamentato in modo più complicato rispetto all’attuale mercato chiuso.
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