# 9 / 2016
30.09.2016

Riforma III dell’imposizione delle imprese – Gli strumenti per i Cantoni

Misure di compensazione finanziaria

Compensazione orizzontale tra i cantoni

La nuova perequazione finanziaria (NPC) tiene conto specificatamente dei regimi fiscali speciali dei cantoni (fattore beta). Con la soppressione dei regimi fiscali speciali, questo approccio scomparirebbe e il potenziale di risorse di numerosi cantoni ne risulterebbe considerevolmente modificato. I cantoni che contano un gran numero di società a statuto fiscale speciale sarebbero particolarmente colpiti – siano essi cantoni contribuenti o beneficiari. Al fine di evitare queste distorsioni, la RI Imprese III prevede misure di compensazione orizzontali, sotto forma di una riduzione della ponderazione generale degli utili delle imprese nell’ambito della NPC (fattore zeta). Questa soluzione è pertinente poiché gli utili delle aziende sono in generale più difficilmente gestibili fiscalmente rispetto al reddito e alla sostanza delle persone fisiche (altre componenti del calcolo del potenziale di risorse). Essa permette così di stabilizzare i flussi finanziari tra i cantoni.

Compensazione verticale tra la Confederazione e i cantoni

I costi legati alla riforma devono essere distribuiti equamente anche tra Confederazione e cantoni. A tale scopo la RI Imprese III prevede misure di compensazione verticali. L’aspetto principale è un aumento della quota-parte dei cantoni al gettito dell’imposta federale diretta (IFD), che passerebbe dall’attuale 17% al 21,2%. Questo aumento corrisponde a un importo pari a circa 1 miliardo di franchi. In questo modo si garantirebbe il principio della «simmetria dei sacrifici» tra la Confederazione e i cantoni. Il contributo della Confederazione è giustificato dal fatto che essa trae fortemente vantaggio dall’imposizione delle imprese internazionali in Svizzera. Infatti, attualmente la Confederazione trae quasi la metà del gettito derivante dall’imposta sull’utile dalle società che beneficiano di uno statuto fiscale cantonale. L’importo previsto sarà ripartito equamente tra i cantoni. Tutti i cantoni beneficeranno dell’aumento della quota-parte cantonale sull’imposta federale diretta (cf. tabella 1). Se i cantoni caratterizzati da un’economia più solida che generano entrate importanti per la Confederazione in materia di IFD, sono i principali beneficiari di questa misura (in cifre assolute), saranno anche quelli maggiormente colpiti dalla riforma.