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Finanze federali: segnali positivi grazie agli elevati versamenti dell’imposta sulle società e al pacchetto di sgravio 27

24.06.2026

A colpo d'occhio

  • Entro il 2030, il bilancio federale dovrebbe tornare in pareggio. Il pacchetto di sgravio 27 e gli elevati versamenti fiscali delle grandi imprese rendono possibile questo andamento positivo.
  • Grazie alle maggiori entrate, il Consiglio federale può ridurre l’aumento dell’IVA previsto per l’esercito e finanziarlo in misura maggiore attraverso il bilancio.
  • Le grandi imprese assumono un ruolo sempre più importante come contribuenti. I rischi possono essere affrontati con misure volte a rafforzare la piazza economica.

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Come di consueto nella sua ultima seduta prima della pausa estiva, il Consiglio federale ha pubblicato i nuovi dati relativi al bilancio federale. Ciò che si era già intravisto nelle ultime settimane è ora nero su bianco: le prospettive sono migliorate. Lo sviluppo positivo della situazione finanziaria della Confederazione è da attribuire, da un lato, al pacchetto di sgravio 27, approvato dal Parlamento in primavera, che alleggerisce il bilancio federale fino a 2 miliardi di franchi. D’altra parte, il Consiglio federale ha rivisto al rialzo le stime relative alle entrate di quasi 2 miliardi di franchi. La minore crescita della spesa e le maggiori entrate fanno sì che il Consiglio federale preveda, per i prossimi anni fino al 2030, un bilancio in pareggio con lievi eccedenze. Ancora ad aprile le prospettive erano ben diverse. Il Consiglio federale aveva previsto ulteriori rettifiche, a cui ora si può rinunciare.

Poche imprese, grande impatto: un rischio per le casse federali

Le imprese sono il motore principale della forte crescita delle entrate. Il loro gettito fiscale cresce a un ritmo superiore alla media, grazie soprattutto a un numero relativamente esiguo di grandi imprese: il Consiglio federale parla infatti di una percentuale pari allo 0,5% delle imprese, che versano i tre quarti del gettito dell’imposta sugli utili! È evidente che questa forte concentrazione del gettito fiscale comporti un rischio. E, giustamente, il Consiglio federale lo sottolinea. Le grandi imprese, che di norma operano a livello internazionale, sono indispensabili per il finanziamento della Confederazione. L’imposta minima dell’OCSE ha peggiorato le condizioni quadro per queste imprese. Per garantire l’elevato fabbisogno finanziario della Confederazione, il processo legislativo relativo all’imposta minima dovrebbe essere colto come occasione per contrastare questa tendenza e migliorare nuovamente l’attrattività della piazza economica.

Finanze federali solide aprono nuove prospettive per la difesa e la sicurezza

L’importanza di una solida base di contribuenti e della sua tutela risulta evidente nel finanziamento dei compiti fondamentali dello Stato, come ad esempio l’esercito. Se in primavera il Consiglio federale aveva proposto un aumento dell’IVA di 0.8 punti percentuali per rafforzare la difesa, ora può ridurre questo finanziamento supplementare a 0.5 punti percentuali. Secondo le nuove previsioni, l’esercito può essere interamente finanziato dal bilancio con fondi pari a oltre 10 miliardi di franchi all’anno (1% del PIL). economiesuisse lo aveva richiesto questa primavera nel quadro della consultazione sul finanziamento dell’esercito e saluta con grande favore la nuova proposta. Alla luce delle migliori previsioni di bilancio, sorge però la domanda se non sia possibile finanziare dal bilancio anche ulteriori acquisti di equipaggiamenti militari. A tal fine occorrerebbe dare priorità a fondi pari a 2 miliardi di franchi all’anno – un importo che, con la necessaria volontà politica, sarebbe effettivamente pianificabile in un bilancio di oltre 104 miliardi di franchi (2030).

A metà agosto, il Consiglio federale approverà i dati dettagliati relativi al preventivo 2027 e al piano finanziario fino al 2030. La discussione sul finanziamento dell’esercito avrà inizio a breve e dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno.

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