Italienische Finanzen

La “febbre italiana” rischia di contagiare l’euro

Sui mercati finanziari cresce il nervosismo. La differenza dei tassi d’interesse tra l’Italia e la Germania (il cosiddetto «spread») potrebbe raggiungere un livello record. La fiducia degli investitori nell’Italia, in quanto piazza d’investimento, si sta sciogliendo come neve al sole. Questo non è positivo per la Svizzera.

Grafico IT

Update 28.05.2019

Matteo Salvini è uscito vincitore dalle elezioni europee in Italia. Il suo partito, la Lega, ha ottenuto il 34,3% dei voti e ha raddoppiato il risultato ottenuto alle Politiche del 2018. Il grande perdente è il suo partner di coalizione, il movimento Cinque Stelle. Quest’ultimo perde circa la metà dei suoi voti e diventa la terza forza politica con il 17,1% dei voti. Per la coalizione, questi risultati non promettono nulla di buono. I due partiti non hanno molto in comune, il governo è diventato nettamente meno stabile.


Quali sono le ripercussioni per l’economia italiana? Si potrebbe assistere ad un nuovo episodio di conflitto con l’UE sul tema del debito. Di fatto, dopo la vittoria del suo partito, Matteo Salvini ha chiesto un alleggerimento della normativa europea concernente i disavanzi pubblici. Il governo italiano tenta, a partire dalla metà del 2018, di stimolare l’economia con riduzioni delle imposte e aumenti delle spese sociali. Il debito pubblico italiano, già molto elevato, continua così ad aggravarsi. Secondo i media, la Commissione europea potrebbe intentare un’azione contro l’Italia già dalla prossima settimana, per eccessivo indebitamento. Questo potrebbe comportare per l’Italia una multa di 3,5 miliardi di euro. Temendo una nuova prova di forza tra l’UE e il governo italiano, gli investitori ritirano i loro investimenti italiani. Di conseguenza, il rendimento delle obbligazioni a dieci anni è salito il 28 maggio al 2,731%. 


L’euro è stabile. Almeno per il momento. Altre crisi tengono invece il mondo sulle spine. Gli sguardi sono rivolti al conflitto commerciale che oppone Stati Uniti e Cina. La Brexit con la sua successione di scadenze e di prolungamento dei termini preoccupa tutti. Considerati le varie difficoltà che si susseguono a livello mondiale, la crisi dell’euro è quasi dimenticata. Gli investitori internazionali reagiscono però più fortemente alla politica economica dell’Italia, attualmente problematica.


In una recente analisi, l’agenzia di rating Standard & Poor’s parte dal principio che i problemi dell’Italia sono di origini interne. Essa contraddice così il governo italiano che attribuisce le debolezze dell’economia alle previsioni di crescita in Germania, riviste al ribasso. Secondo S&P, il principale fattore sarebbe piuttosto l’inadeguata politica economica del Paese.
 

Italia in rotta verso la crisi

Il governo italiano sembra aver incrociato le braccia e non volersi dedicare ad un risanamento del budget, che però sarebbe urgente. Al suo posto ha adottato la strategia della…fuga in avanti. Il governo intende, da una parte, stimolare il consumo e l’economia e, dall’altra parte, aumentare le entrate fiscali introducendo un salario minimo e delle pensioni anticipate.


Senza riforma strutturale in grado di stimolare la crescita, l’economia non potrà però essere rilanciata e l’indebitamento pubblico non potrà essere ammortizzato. L’indebitamento dell’Italia raggiunge già il 130% del PIL. Soltanto la Grecia registra una percentuale ancora più elevata. In questo contesto non sorprende che S&P abbia attribuito una nota negativa al debito pubblico italiano. La solvibilità dell’Italia è solo «soddisfacente» – e le previsioni sono negative. Il nuovo indebitamento non riassume la difficoltà principale: il problema è che il nuovo governo ha rapidamente perso la fiducia dei mercati.


Se questa perdita di fiducia comportasse un aumento dei tassi d’interesse sui debiti pubblici italiani, il governo italiano sta facendo un cattivo servizio al Paese. Con circa 250 miliardi di euro di debiti pubblici che giungono a scadenza nel 2019 e che devono essere rimessi sul mercato dei capitali, un aumento dei tassi d’interesse di 5 punti costerebbe così 1 miliardo di euro supplementari allo Stato italiano.


Con l’aumento del debito italiano, le preoccupazioni relative a una rottura della zona euro potrebbero nuovamente prendere il sopravvento. Terza economia della zona euro, l’Italia è semplicemente troppo grande per fallire. Se la Grecia può, in caso di urgenza, essere ripescata dal meccanismo europeo di stabilità (MES), il debito italiano, di 2,2 bilioni di euro, eccede le capacità del fondo di salvataggio di oltre 1,5 bilioni di euro – cifre da capogiro. Non sorprende dunque che gli investitori internazionali si preoccupino per la politica economica italiana. La «febbre italiana» rischia di contagiare l’euro.


L’Italia è il quarto partner commerciale della Svizzera, dopo la Germania, gli Stati Uniti e la Francia, davanti a Cina e Gran Bretagna. La Svizzera ha dunque tutto l’interesse affinché l’economia italiana evolva positivamente. Le imprese svizzere sperano che la «febbre italiana» scenda rapidamente. economiesuisse segue da vicino gli sviluppi della situazione.