alt
alt

News-Ticker: politica commerciale di Trump 2.0 - conseguenze per la Svizzera

Ultimo aggiornamento : 24.07.2026

A colpo d'occhio

L’essenziale in breve:

  • Nel 2025, la pressione sull'economia mondiale cresce a causa dei nuovi dazi statunitensi.
  • La recrudescenza del conflitto commerciale internazionale pesa sulle esportazioni, sulle imprese e sugli investimenti svizzeri.
  • Con questa rubrica vi terremo aggiornati sui più recenti sviluppi del conflitto commerciale e sulle sue conseguenze economiche per la Svizzera.

24.07.2026

L'amministrazione statunitense impone un dazio del 12,5% sulle importazioni svizzere

Gli Stati Uniti introducono nuovi dazi punitivi compresi tra il 10 e il 12,5% nei confronti di 60 partner commerciali, nell'ambito di un'indagine ai sensi della Sezione 301 relativa a presunte misure insufficienti contro il lavoro forzato. Alle importazioni svizzere si applica ora un dazio aggiuntivo del 12,5%. Per i prodotti con un’aliquota MFN inferiore, in futuro si applicherà il dazio del 12,5%. Per i prodotti con dazi MFN più elevati, rimane in vigore l’aliquota più alta.

economiesuisse respinge con fermezza l’accusa di lavoro forzato e ritiene che la decisione non sia né comprensibile né giustificata. Sebbene gli Stati Uniti si attengano attualmente al limite massimo del 15% concordato nella dichiarazione congiunta, l’incertezza per le imprese svizzere permane. Sono ancora possibili ulteriori oneri doganali derivanti dall’indagine statunitense in corso sulle sovraccapacità industriali, che vanno però assolutamente evitati.

Maggiori informazioni sono disponibili qui.

 

  

20.07.2026

Gli Stati Uniti annunciano dazi del 50% su numerosi prodotti canadesi

L'amministrazione statunitense ha annunciato l'introduzione di dazi aggiuntivi del 50% su un'ampia gamma di prodotti canadesi. Tra i prodotti interessati figurano, tra l'altro, vino, cemento, mobili, tessili e altri beni di consumo. La misura entrerà in vigore tra 30 giorni, il 19 agosto 2026, e si basa sulla Sezione 338 del Tariff Act del 1930, applicata per la prima volta.

Washington motiva questa decisione con un trattamento, a suo avviso discriminatorio, riservato dal Canada ai prodotti automobilistici, alcolici e lattiero-caseari statunitensi. Ottawa respinge le accuse e ritiene che si tratti di una violazione dell’accordo di libero scambio USMCA.

Sono esclusi dai nuovi dazi, tra l’altro, i prodotti energetici, la potassa, i minerali critici, il pesce e le merci già soggette a dazi statunitensi specifici per settore, come l’acciaio e l’alluminio.

 

30.06.2026

Il Consiglio federale consegna una dichiarazione al rappresentante commerciale degli Stati Uniti: l’economia svizzera necessita di certezza giuridica

Nell’ambito della missione economica e scientifica negli Stati Uniti, il Presidente della Confederazione Guy Parmelin ha consegnato al Rappresentante per il Commercio Jamieson Greer una dichiarazione relativa all’ulteriore attuazione della dichiarazione congiunta conclusa lo scorso novembre. Sono previste, tra l’altro, semplificazioni nel riconoscimento delle norme statunitensi nei settori degli organismi di valutazione della conformità, dei dispositivi medici, delle autovetture e degli appalti pubblici.

Per l’economia svizzera delle esportazioni rimangono fondamentali il rispetto reciproco della dichiarazione congiunta e un’aliquota doganale massima del 15%. Permangono tuttavia incertezze a causa delle indagini in corso da parte degli Stati Uniti ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974, che potrebbero comportare ulteriori misure di politica commerciale.

Maggiori informazioni sono disponibili qui.

26.06.2026

Gli Stati Uniti minacciano l’UE con dazi del 100% a causa dell’imposta sui servizi digitali

Il Presidente degli Stati Uniti Trump, in un post su Truth Social, minaccia l’UE di dazi fino al 100% su tutte le esportazioni verso gli Stati Uniti, qualora gli Stati europei dovessero introdurre imposte sui servizi digitali. La misura è destinata a sostituire gli accordi commerciali esistenti, indipendentemente dal loro status. La Commissione europea respinge la minaccia e sottolinea il proprio diritto alla regolamentazione. In caso di dazi, intende reagire con fermezza.

25.06.2026

L’UE approva l’accordo commerciale con gli Stati Uniti

Gli Stati membri dell’UE hanno approvato definitivamente l’accordo commerciale con gli Stati Uniti. Si prevede l’abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali statunitensi, nonché un migliore accesso al mercato per i prodotti agricoli e ittici statunitensi. L’attuazione avrà luogo dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale. Un meccanismo di salvaguardia subordina i vantaggi al rispetto degli impegni da parte degli Stati Uniti.

18.06.2026

L’USTR annuncia un’indagine ai sensi della Sezione 301 sui prezzi dei farmaci tedeschi

Il Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti Jamieson Greer ha annunciato un’indagine ai sensi della Sezione 301 del Trade Act del 1974 contro la Germania. Washington accusa Berlino di remunerare sistematicamente i farmaci innovativi a prezzi troppo bassi, cosicché i pazienti statunitensi si fanno carico di una quota sproporzionata dei costi globali di ricerca e sviluppo. Al centro dell’attenzione vi è anche la prevista riforma sanitaria tedesca, che prevede ulteriori riduzioni dei costi. A seconda dell’esito, potrebbero essere adottate misure di politica commerciale che potrebbero arrivare fino all’imposizione di dazi punitivi.

16.06.2026

Il Parlamento europeo approva l’attuazione dell’accordo doganale con gli Stati Uniti

Il Parlamento europeo ha approvato la riduzione dei dazi su numerose importazioni dagli Stati Uniti, aprendo così la strada all’attuazione degli accordi commerciali con Washington (“Turnberry Deal”). Si prevede che l’UE elimini i dazi sui prodotti industriali statunitensi e faciliti l’accesso al mercato per i prodotti agricoli e i frutti di mare. In cambio, gli Stati Uniti applicheranno dazi del 15% sulla maggior parte dei prodotti dell’UE.

Le concessioni dell’UE valgono però solo se Washington rispetterà i propri impegni, in particolare per quanto riguarda i dazi sulle lavatrici e sui prodotti contenenti acciaio. In caso contrario, Bruxelles intende valutare contromisure. L’accordo dovrebbe scadere alla fine del 2029.

Dopo il Parlamento, spetta ora al Consiglio dell’UE dare la propria approvazione. Si tratta però di una formalità. Le norme dovrebbero entrare in vigore al più tardi il 4 luglio.

03.06.2026

Gli Stati Uniti annunciano nuovi dazi nell’ambito della Sezione 301 – 12,5% per la Svizzera

Il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer ha annunciato, sulla base della Sezione 301, nuovi dazi nei confronti di un totale di 60 paesi: la Svizzera e la maggior parte degli altri principali partner commerciali – tra cui Giappone, Cina, Corea del Sud e Brasile – dovranno pagare il 12,5%. Per l’UE, il Regno Unito, il Canada, il Messico e Taiwan è previsto un dazio all’importazione del 10%. Greer motiva la misura sostenendo che i partner commerciali non stiano facendo abbastanza per contrastare le importazioni di beni prodotti con il lavoro forzato. I dazi non sono ancora definitivi: fino al 6 luglio 2026 è in corso una consultazione.

20.05.2026

L'UE approva l'attuazione dell'accordo commerciale con gli Stati Uniti

Il Consiglio dell'UE e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo provvisorio sull'attuazione della dichiarazione congiunta UE-USA concordata il 21 agosto 2025. Sono previsti in particolare l'abolizione dei dazi UE residui sui prodotti industriali statunitensi, contingenti tariffari o dazi ridotti per determinati prodotti agricoli e ittici statunitensi, nonché una proroga della sospensione dei dazi sulle importazioni di aragoste. Le clausole di salvaguardia dovrebbero consentire all'UE di sospendere le concessioni qualora gli Stati Uniti non rispettino i propri impegni o gli interessi dell'UE siano compromessi. L'accordo deve ora essere formalmente approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo prima che le nuove norme doganali possano entrare in vigore.

08.05.2026

Un tribunale statunitense dichiara illegale il dazio aggiuntivo del 10% imposto dagli Stati Uniti in base alla Sezione 122

Un tribunale commerciale statunitense ha dichiarato illegale il dazio forfettario del 10% imposto dal Presidente Trump sulle importazioni. I giudici hanno motivato la decisione sostenendo che la Sezione 122 del Trade Act trova applicazione solo in presenza di un reale problema di bilancia dei pagamenti. Il governo avrebbe invece argomentato essenzialmente in base ai deficit commerciali, il che non sarebbe sufficiente a tal fine. Per il momento I dazi rimangono in vigore per la maggior parte degli importatori, mentre il governo statunitense presenta ricorso e, parallelamente, ricorrerà probabilmente ad altre basi normative in materia di dazi, come la Sezione 301 del Trade Act.

Articoli pertinenti

del tema Accesso ai mercati internazionali

Iscriviti alla newsletter

Iscriviti qui alla nostra newsletter. Registrandoti, riceverai dalla prossima settimana tutte le informazioni attuali sulla politica economica e le attività della nostra associazione.

Indirizzo email