Accesso ai mercati internazionali

Dazi statunitensi del 12,5%: permane l’incertezza per le imprese svizzere

24.07.2026

A colpo d'occhio

  • Gli Stati Uniti applicano alle importazioni svizzere, in base alla Sezione 301, un dazio del 12,5%, adducendo come motivazione le presunte insufficienti misure contro il lavoro forzato.
  • Per economiesuisse questa decisione non è né comprensibile né giustificata. Penalizza le imprese svizzere rispetto ai concorrenti provenienti da paesi con tariffe all’importazione più basse, tra cui l’UE e il Regno Unito.
  • L’incertezza per le imprese svizzere persiste a causa dell’indagine in corso sulle presunte sovraccapacità produttive ai sensi della Sezione 301.

Dal 24 febbraio 2026, in base alla Sezione 122 del Trade Act, era in vigore un dazio aggiuntivo forfettario del 10% sulle importazioni negli Stati Uniti. Tale misura è ora in scadenza. Al suo posto, per le importazioni svizzere subentra una nuova tariffa doganale del 12,5% sulla base dell’indagine ai sensi della Sezione 301 sul lavoro forzato. Per tutti i prodotti con un dazio ai sensi del principio della nazione più favorita (MFN) inferiore al 12,5%, in futuro si applicherà l’aliquota prevista dalla Sezione 301. Per i prodotti con una tariffa MFN superiore al 12,5%, rimane in vigore l’aliquota MFN più elevata.

Dal punto di vista di economiesuisse, questa decisione non è né comprensibile né giustificata. Essa grava ulteriormente sulle imprese svizzere nell’importante mercato statunitense e crea svantaggi competitivi rispetto a paesi con tariffe doganali più basse, tra cui l’UE e il Regno Unito.

L’accusa di lavoro forzato è infondata

economiesuisse respinge con fermezza l’accusa secondo cui la Svizzera non farebbe abbastanza per contrastare l’importazione di beni prodotti ricorrendo al lavoro forzato. Non vi sono indicazioni che le catene di approvvigionamento svizzere vengano utilizzate per introdurre di nascosto nel mercato statunitense merci prodotte con il lavoro forzato. Tale pratica è già vietata in Svizzera a livello costituzionale, civile e penale. Inoltre, la Svizzera ha ratificato le convenzioni pertinenti dell’OIL e ha attuato i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani.

Permane l’incertezza per le imprese

Per le imprese è fondamentale poter contare su condizioni quadro affidabili e prevedibili. Con l’annuncio odierno, gli Stati Uniti si attengono per il momento alla dichiarazione congiunta concordata lo scorso novembre. Questa prevede un limite massimo del 15% per la maggior parte dei dazi statunitensi sulle importazioni provenienti dalla Svizzera. Da parte sua, la Svizzera ha già attuato gli elementi centrali della dichiarazione congiunta.

Al contempo, la nuova tariffa doganale aumenta i costi delle esportazioni svizzere senza eliminare l’attuale incertezza. È quindi tanto più importante che dall’indagine in corso sulle presunte sovraccapacità nella produzione industriale ai sensi della Sezione 301 non derivino ulteriori oneri doganali.

I colloqui con gli Stati Uniti devono quindi proseguire con coerenza. L’obiettivo rimane quello di eliminare lo svantaggio rispetto all’UE e ad altri concorrenti e di prevenire ulteriori incertezze in materia di politica commerciale. economiesuisse continua a sostenere il Consiglio federale nei suoi sforzi volti a raggiungere una soluzione vincolante con gli Stati Uniti.

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