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Due passi falsi consecutivi nella regolamentazione bancaria

29.09.2025

A colpo d'occhio

  • Con la revisione dell'ordinanza sui fondi propri (OFoP) e i nuovi requisiti patrimoniali, il Consiglio federale presenta due importanti progetti di regolamentazione.
  • economiesuisse sostiene l'obiettivo di rafforzare la stabilità della piazza finanziaria, ma mette in guardia da misure affrettate e non coerenti nella regolamentazione bancaria.
  • Senza una visione d'insieme si rischia di ottenere un mosaico normativo e uno «Swiss Finish», con rischi non solo per le banche, ma per l'intera economia. 

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La crisi del Credit Suisse ha messo a nudo senza mezzi termini le debolezze del sistema bancario svizzero. La vendita d'emergenza a UBS ha ulteriormente rafforzato la concentrazione nel mercato e aumentato notevolmente la pressione politica per inasprire le regole «too big to fail». 

Il Consiglio federale reagisce ora con due proposte: da un lato, la revisione dell'ordinanza sui fondi propri (OFoP), che è stata sottoposta a consultazione durante l'estate e che termina oggi. Dall'altro, con un nuovo progetto di legge sulla copertura patrimoniale delle filiali estere delle banche di importanza sistemica. Attualmente sarebbe toccata soprattutto UBS, che in futuro dovrebbe coprire interamente le sue partecipazioni con capitale proprio, invece che al 65% come finora. 

Una misura dopo l’altra senza una visione d'insieme 

Ancor prima che fossero valutate le risposte alla consultazione sull'OFoP, il Consiglio federale ha rincarato la dose e ha presentato il secondo progetto di legge. In altri termini, nel giro di pochi giorni sono stati presentati due progetti di grande rilevanza, senza che sia stato ancora reso noto il pacchetto globale sulla stabilità bancaria annunciato per il 2026.

Il rischio è che le singole misure vengano anticipate e inasprite in modo isolato. Invece di un'architettura complessiva coordinata, si profila un mosaico normativo che aumenta i costi e la complessità senza apportare un reale valore aggiunto alla stabilità. 

Creazione di uno «Swiss Finish» 

La Svizzera ha già implementato integralmente gli standard internazionali «Basilea III Final» ed è quindi una delle piazze finanziarie più severe al mondo. Requisiti supplementari a livello nazionale equivarrebbero a uno Swiss Finish e indebolirebbero la competitività. 

Requisiti patrimoniali eccessivi potrebbero causare il trasferimento di attività all'estero, limitare la concessione di crediti e aumentare i costi di finanziamento, con conseguenze negative in particolare per le PMI e l'industria.

Proporzionalità e competenze della FINMA

economiesuisse valuta in modo particolarmente critico il previsto ampliamento dei poteri della FINMA. Nuovi strumenti come i divieti di esercitare la professione o le sanzioni amministrative di natura quasi penale violano i principi dello Stato di diritto. Inoltre, attribuire alla FINMA la competenza di infliggere multe metterebbe in discussione la separazione dei poteri.

È inoltre necessaria una maggiore differenziazione in base alle dimensioni degli istituti: le banche e le assicurazioni di piccole dimensioni non devono essere soggette agli stessi oneri in modo generalizzato, poiché non hanno causato la crisi del CS, né sono sistemicamente comparabili. 

economiesuisse chiede moderazione 

economiesuisse si impegna a favore di una regolamentazione solida e del rafforzamento della stabilità finanziaria. È però fondamentale che ciò non avvenga attraverso misure isolate e affrettate. Solo un approccio globale coerente e coordinato a livello internazionale può garantire che la stabilità e la competitività siano preservate in egual misura.

Maggiori informazioni nella presa di posizione sulla modifica dell'ordinanza sui fondi propri. 

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