

A colpo d'occhio
- Per garantire la sostenibilità a lungo termine dell’AVS, si intende ricorrere ancora una volta solo all’aumento delle imposte e dei contributi.
- Il Consiglio federale ritiene necessaria la discussione sull’età di riferimento, ma non intende affrontarla.
- I perdenti di questa politica timida sono soprattutto i lavoratori e le giovani generazioni.
È stata avviata la consultazione sulla riforma AVS 2030. Il Consiglio federale rimane però unilaterale nelle sue proposte: per colmare i deficit di finanziamento si concentra ancora una volta esclusivamente su un aumento delle imposte e su contributi aggiuntivi.
Oggi, le persone vivono molto più a lungo rispetto a pochi decenni fa. Si tratta di uno sviluppo positivo, che però modifica anche le basi del nostro sistema previdenziale. Se l’aspettativa di vita aumenta, prima o poi questa realtà dovrà riflettersi anche nei parametri della previdenza per la vecchiaia. Iniettare continuamente sempre più denaro nel sistema, senza affrontare le questioni strutturali, non crea una stabilità duratura. Anche il Consiglio federale la pensa così quando dichiara che è necessario avviare già oggi la discussione sull’età di riferimento. Nel rapporto, il Consiglio federale rileva che un innalzamento dell’età di riferimento dovrebbe rivelarsi necessario nel medio-lungo termine per garantire in modo sostenibile il finanziamento dell’AVS. Ciononostante, oggi non intende entrare nel merito e rinvia la discussione a un momento successivo. Si tratta di un atteggiamento scoraggiante che finisce per compromettere l’accettazione della previdenza per la vecchiaia.
Le imposte e i contributi a favore dell’AVS sono aumentati costantemente negli ultimi anni. È già previsto un ulteriore aumento per finanziare la 13esima rendita AVS. L’unico adeguamento strutturale degli ultimi anni è stato l’allineamento, atteso da tempo, dell’età di riferimento tra donne e uomini – un passo che è stato ampiamente ammortizzato sul fronte delle prestazioni. A seconda del finanziamento della 13esima rendita AVS, il Consiglio federale prevede una necessità finanziaria supplementare per l’AVS negli anni 2030. Per coprire tale fabbisogno, gli viene in mente ancora una volta una sola soluzione: ulteriori aumenti di imposte e contributi.
È necessaria una discussione di fondo
economiesuisse è convinta che sia giunto il momento di avviare una discussione di fondo sull’AVS. Occorre una soluzione a lungo termine che possa essere sostenuta da tutte le generazioni e che non aggravi ulteriormente gli oneri unilaterali. L’associazione mantello dell’economia si esprimerà in modo più dettagliato sul progetto nell’ambito della consultazione e sulla base di un’inchiesta interna.
Il progetto sottoposto a consultazione lascia nel complesso un’impressione di incompletezza. Ne è un esempio la proposta di qualificare, a determinate condizioni, i dividendi come salario e di assoggettarli all’AVS. Questa proposta non è altro che un abbozzo e, evidentemente, non è stata pensata fino in fondo. Mancano del tutto prove di abusi diffusi e, di conseguenza, di una concreta necessità di intervenire. Del resto, lo stesso Consiglio federale ammette che la normativa potrebbe comportare un onere amministrativo. Il fatto che il Consiglio federale avvii la consultazione con proposte non ancora mature è irritante e, in realtà, inaccettabile. Chi partecipa a una consultazione dovrebbe sapere su cosa è chiamato a prendere posizione. Se ciò non è possibile, resta in definitiva una sola conseguenza: il progetto deve essere rinviato al mittente.
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