

A colpo d'occhio
- L’Indice di salute pubblica (Public Health Index, PHI) confronta lo stato di attuazione delle misure volte a prevenire le malattie non trasmissibili. La Svizzera si colloca all’ultimo posto tra 18 paesi europei, nonostante presenti i migliori indicatori di salute.
- L’indicatore di salute pubblica fallisce il suo scopo quando i paesi con una salute pubblica più debole ottengono risultati migliori di quelli con una buona salute della popolazione.
- La Svizzera deve fare attenzione a non rallentare lo sviluppo economico e a mantenere efficiente il proprio sistema sanitario.
L’Indice di salute pubblica (Public Health Index, PHI) 2025 è un progetto congiunto dell’AOK-Bundesverband (Federazione nazionale delle casse malati locali generali) e del Deutsches Krebsforschungszentrum (Centro di ricerca sul cancro). Il PHI confronta le politiche di prevenzione in Europa e analizza quanto efficacemente i Paesi implementano misure per prevenire le malattie non trasmissibili. L’attenzione è focalizzata su quattro fattori di rischio principali: tabacco, alcol, alimentazione e attività fisica.
La Svizzera ottiene risultati deludenti
La Svizzera si colloca all’ultimo posto nella classifica dei 18 paesi europei. Questo perché la valutazione si basa su ciò che uno Stato fa concretamente per prevenire comportamenti dannosi. Ciò include divieti relativi a prodotti e pubblicità nocivi, tasse su prodotti poco salutari come lo zucchero, finanziamenti a misure statali di prevenzione, strategie nazionali e la loro attuazione. Si tratta esclusivamente di fattori input che, secondo gli standard di prevenzione, dovrebbero avere un effetto positivo sulla salute, aumentando gli anni di vita sani della popolazione e prevenendo decessi prematuri evitabili.
La Svizzera al vertice per mortalità evitabile
Al contrario, l’OCSE misura questo fattore output sotto forma di decessi evitabili, distinguendo tra decessi che si sarebbero potuti trattare e decessi che si sarebbero potuti prevenire. Quest’ultima categoria è quella di nostro interesse.
Se si osserva questa classifica, la situazione appare completamente inversa: tra i 18 Paesi analizzati, la Svizzera ottiene i migliori risultati, registrando il minor numero di decessi prevenibili tramite misure di prevenzione. Rispetto al Regno Unito, che occupa il primo posto nel PHI, la Svizzera ha la metà dei decessi, ossia 80 per 100’000 abitanti (standardizzati per età). In generale, non esiste correlazione tra il posizionamento nell’Indice di salute pubblica e quello nei decessi evitabili (cfr. diagramma). Ci sono due spiegazioni principali. In primo luogo, l’impatto delle misure di prevenzione sulla salute pubblica è molto limitato. Secondo diversi studi (meta-analisi incluse), l’effetto combinato di tutte le misure sanitarie ammonta a poco più del 10%. Molto più rilevanti sono fattori genetici, condizioni ambientali e condizioni socioeconomiche. Il comportamento individuale è sì importante, ma può essere regolato solo parzialmente tramite interventi statali, senza compromettere altri fattori di influenza. L’esperienza della politica anti-Covid lo ha dimostrato. In generale, i Paesi con un’economia forte mostrano indicatori sanitari positivi. Oltre alla Svizzera, rientrano in questa categoria Norvegia, Lussemburgo e Svezia.
Una seconda spiegazione potrebbe essere che i Paesi con un elevato numero di decessi evitabili si sentano costretti ad adottare misure di prevenzione per migliorare la propria posizione nella classifica dell’OCSE. Considerando il caso della Gran Bretagna, nel più recente rapporto “Health at a Glance 2025” il Regno Unito si colloca al di sotto della media OCSE. Dieci anni fa, invece, si trovava ancora al di sopra della media OCSE e registrava il 29% in più di decessi rispetto alla Svizzera. Oggi, il numero di decessi evitabili è quasi raddoppiato. In altre parole, altri sviluppi devono aver avuto un impatto maggiore rispetto alle misure politiche nel campo della prevenzione.
La Svizzera deve prendersi cura di sé e del proprio sistema sanitario
Quando si occupa il primo posto significa che molte cose sono state fatte correttamente. Il frequente riflesso della politica sanitaria, secondo cui una maggiore prevenzione rappresenterebbe la soluzione, non porta a nulla. In primo luogo, la Svizzera continua a migliorare nel campo dei decessi evitabili (del 20% in dieci anni) e, in secondo luogo, un miglioramento ancora più rapido a livelli già elevati comporta costi significativi. Come dimostra l’esempio del Regno Unito, due aspetti sono determinanti: da un lato, lo sviluppo economico non deve rallentare e, dall’altro, il sistema sanitario deve rimanere efficiente. In entrambi gli ambiti, negli ultimi anni il Regno Unito ha incontrato difficoltà. Lunghi tempi di attesa per i trattamenti e una debole crescita economica pro capite hanno portato a un aumento, anziché a una riduzione, dei decessi evitabili. E questo, nonostante il Paese occupi il primo posto nel Public Health Index. La Svizzera dovrebbe trarne insegnamento ed evitare gli stessi errori. A tal fine, è necessario ridurre gli oneri amministrativi e adottare un orientamento basato sui benefici delle prestazioni, anziché su un mero controllo dei costi.

Dossierpolitica
Articoli pertinenti
Iscriviti alla newsletter
Iscriviti qui alla nostra newsletter. Registrandoti, riceverai dalla prossima settimana tutte le informazioni attuali sulla politica economica e le attività della nostra associazione.


