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Imposizione minima OCSE: l’uscita degli USA è definitiva

08.01.2026

A colpo d'occhio

  • All’inizio dell’anno, l’OCSE conferma in un rapporto la «soluzione side-by-side», sancendo così l’uscita degli USA dall’imposizione minima OCSE.
  • Le società statunitensi rimangono soggette al sistema fiscale americano, riconosciuto come equivalente, ma che differisce significativamente nella sua struttura rispetto all’imposizione minima OCSE.
  • Per la Svizzera, le conseguenze immediate sono limitate. Dal 1° gennaio 2026, la Income Inclusion Rule (IIR) non sarà più applicata alle società statunitensi presenti in Svizzera. Tutti gli altri elementi del regime di imposizione minima rimangono invariati.

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Da giugno 2025 l'uscita degli Stati Uniti dall'imposta minima dell'OCSE è ufficiale. All'inizio del 2026, l'Inclusive Framework dell'OCSE, l'organo decisionale supremo di 145 Stati, ha confermato definitivamente questa soluzione in un rapporto. È quindi chiaro che le società statunitensi non saranno assoggettate al regime di imposizione minima dell'OCSE per un lungo periodo. Le società statunitensi sono soggette al sistema fiscale americano, che è considerato equivalente in termini di efficacia. La cosiddetta «soluzione side-by-side» prevede che gli strumenti internazionali di imposizione minima – la Income Inclusion Rule (IIR) e la Undertaxed Profits Rule (UTPR) – non siano applicati alle società statunitensi. L’imposta integrativa nazionale (QDMTT) rimane invece applicabile anche ai gruppi statunitensi. Negli Stati Uniti, i gruppi di paesi diversi dagli Stati Uniti continuano a essere soggetti alle imposte dell'OCSE. Se, ad esempio, l'onere fiscale di una filiale svizzera negli Stati Uniti è inferiore al 15%, la Svizzera riscuote la differenza dalla società madre svizzera tramite l'imposta IIR.

Su pressione, in particolare, di Cina e India, l’OCSE ha inoltre deciso una «soluzione side-by-side» parziale, in base alla quale solo i profitti nazionali delle società madri possono essere esentati dall’imposizione minima (il cosiddetto «UPE Safe Harbour»). Proprio come nella «soluzione side-by-side» completa, l’OCSE definisce criteri che devono essere soddisfatti per beneficiare dell’esenzione. Nel caso della soluzione completa, i criteri sono studiati appositamente per gli Stati Uniti. Sarà l’OCSE, attraverso l’Inclusive Framework, a decidere nel corso dell’anno se Cina, India ed eventualmente altri Stati potranno beneficiare dell’esenzione parziale.

Per tutti gli altri Paesi, e le rispettive società soggette all’imposizione minima, sostanzialmente non cambia nulla. Dal momento che il sistema dell’imposizione minima è estremamente complesso, l’OCSE ha previsto alcune semplificazioni. Queste vengono discusse nel rapporto recentemente pubblicato, ma non sono ancora definitive. L’introduzione è prevista per il 2027. Fino ad allora rimane in vigore una soluzione transitoria semplificata, il cosiddetto «CbCR-Safe Harbour».

Possibili distorsioni della concorrenza

Anche se il sistema fiscale statunitense è riconosciuto come equivalente, esso è solo parzialmente comparabile con l’imposizione minima, poiché i due sistemi presentano strutture molto diverse. Vi sono timori che ciò possa avvantaggiare gli Stati Uniti, dal momento che alcune caratteristiche specifiche del sistema fiscale americano possono comportare oneri fiscali effettivi talvolta significativamente inferiori al 15%. Per affrontare i timori di distorsioni sistematiche della concorrenza, l’OCSE ha deciso di effettuare una revisione («Stocktake»), durante la quale, entro la fine del 2029, verrà esaminata l’evoluzione dei sistemi fiscali e valutato se la «soluzione side-by-side» causa distorsioni significative, in particolare a svantaggio degli Stati e delle loro società che applicano l’imposizione minima. Le conseguenze dei risultati e l’eventuale correzione di svantaggi competitivi rimangono al momento aperte.

Implicazioni per la Svizzera e per il sistema fiscale internazionale

Per la Svizzera, le conseguenze immediate sono limitate. Dal 1° gennaio 2026, data di inizio della «soluzione side-by-side», la Income Inclusion Rule (IIR) non sarà più applicata alle società statunitensi presenti in Svizzera. Tutti gli altri elementi del regime dell’imposizione minima rimangono invariati. In particolare, l’imposta integrativa nazionale deve continuare a essere riscossa anche sulle società statunitensi. L’OCSE sottolinea con determinazione che solo un’applicazione continuativa e coerente di questa imposta è accettabile: un’applicazione selettiva (ad esempio, escludendo le società statunitensi) comporterebbe la perdita dello status cosiddetto «qualified». Questo status è oggi considerato cruciale per garantire la certezza giuridica nell’applicazione dell’imposizione minima. Senza lo status «qualified», si presume che le società interessate possano affrontare notevole incertezza giuridica, maggiori costi burocratici e, eventualmente, casi di doppia imposizione. Il reale valore di questo status si chiarirà nel corso dell’anno, quando le società coinvolte presenteranno per la prima volta una dichiarazione fiscale relativa all’imposizione minima (per l’anno 2024). I dati verranno poi scambiati a livello internazionale. Per l’anno fiscale 2024, la Svizzera gode del «qualified status». I risultati dichiarati dovrebbero quindi essere considerati incontestabili, a condizione che il sistema funzioni come previsto.

Le nuove decisioni dell’OCSE devono ora essere attentamente esaminate. Ciò vale in particolare per un nuovo strumento di incentivazione introdotto dall’OCSE. Con il cosiddetto «Qualified Tax Incentive» (QTI), gli Stati possono sostenere, entro certi limiti, le imprese manifatturiere tramite incentivi fiscali. Il QTI va a integrare lo strumento già esistente dell’accredito d’imposta, già parzialmente implementato dai Cantoni. I meccanismi di funzionamento dei due strumenti sono diversi, vantaggi e svantaggi devono essere analizzati con attenzione. Il fatto che l’OCSE abbia introdotto un nuovo strumento di incentivazione indica chiaramente la direzione seguita dall’organizzazione e dai principali Stati sostenitori dell’imposizione minima, in particolare nell’UE: allontanamento dalla competizione fiscale e orientamento verso il sostegno diretto alle imprese.

Gli sviluppi avviati dalle attuali decisioni sul sistema fiscale internazionale devono ora essere seguiti con attenzione. È necessario discutere cosa implichino per la Svizzera e come il nostro Paese intende reagire. È quanto richiedono anche le recenti iniziative legislative, approvate a dicembre dal Parlamento federale.

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