

A colpo d'occhio
- Il Consiglio nazionale si è espresso a favore di un aumento temporaneo dell'IVA di 0,7 punti percentuali per finanziare la 13ma rendita AVS.
- Si rinuncia al finanziamento di ulteriori progetti di ampliamento.
- La decisione è pragmatica perché garantisce fino al 2030 il finanziamento della 13ma rendita richiesta dal popolo, senza dover attingere alle riserve del fondo AVS. A partire dal 2030, le prestazioni e i finanziamenti dell'AVS potranno essere rivalutati.
Con l'aumento temporaneo dell'IVA di 0,7 punti percentuali, il Consiglio nazionale ha intrapreso una strada pragmatica per garantire il finanziamento della 13ma rendita AVS fino al 2030. Sebbene l'economia si sia espressa contro l'ampliamento dell'AVS a causa dei costi elevati, il popolo ha deciso diversamente. Affinché nei prossimi anni non sia necessario attingere alle riserve, sono necessarie nuove entrate a breve termine.
Finanziamento mirato e ampiamente sostenuto
Un aumento dell'imposta sul valore aggiunto è la soluzione meno dannosa rispetto a un aumento dei contributi salariali, anch'esso oggetto di discussione. L'onere supplementare sarà distribuito su più spalle e le generazioni più anziane, che si sono espresse in maggioranza a favore della 13ma rendita, contribuiranno in parte al finanziamento. Senza un finanziamento supplementare, le riserve del fondo AVS dovrebbero essere utilizzate per l’erogazione della 13ma rendita, con la conseguenza che il fondo AVS scenderebbe in pochi anni al di sotto del minimo previsto dalla legge. La legge prevede che il fondo AVS disponga sempre di un importo pari alla spesa annuale per attenuare le fluttuazioni e i rischi. Con l'aumento dell'IVA, le prestazioni AVS potranno essere finanziate fino al 2030.
Rivalutazione nella prossima riforma
Il finanziamento a partire dal 2030 è compito della già avviata riforma AVS2030. La limitazione a tempo determinato dell'aumento dell'IVA ora decisa consente di rivalutare le prestazioni e le varianti di finanziamento in un momento successivo. Infatti, per una soluzione stabile a lungo termine, oltre a fonti di reddito sicure, è necessario soprattutto un adeguamento graduale dell'età di riferimento all'aumento dell'aspettativa di vita. La possibilità di discussioni costruttive su questo punto è stata chiarita dall’atto parlamentare per una sorta di «freno all'indebitamento» per l'AVS. Questo atto a favore di una regola di stabilizzazione automaticamente efficace è stato respinto, ma solo di poco. Le forze liberali in Parlamento dovrebbero cogliere questo slancio e mantenere l'argomento all'ordine del giorno.
Nessun ulteriore ampliamento dell’AVS
Con la sua decisione a favore di una soluzione limitata al finanziamento della 13ma rendita, il Consiglio nazionale ha anche chiarito che un ulteriore ampliamento dell'AVS, come previsto dal Consiglio degli Stati, non è opportuno. Oltre al finanziamento della 13ma rendita, il modello del Consiglio degli Stati contiene anche una proposta per il finanziamento dell’abolizione del tetto massimo delle rendite per coppie coniugate, richiesta da un'iniziativa popolare, sulla quale non si è ancora votato. Per il finanziamento sono necessari ulteriori aumenti delle imposte e dei contributi. Considerando il fabbisogno finanziario già esistente dell'AVS, anche senza ulteriori ampliamenti, e la grande incertezza economica generale, oneri aggiuntivi sono da considerarsi irresponsabili. È giusto che il Consiglio nazionale abbia parlato chiaro e non sostenga ulteriori oneri a carico dei lavoratori, dei consumatori e dell'economia.
Nessuno sgravio per il bilancio federale
La decisione del Parlamento di non adeguare il contributo federale all'AVS è problematica. Il Consiglio federale ha proposto un adeguamento temporaneo per motivi di politica finanziaria. Ciò frenerebbe l'enorme crescita delle spese federali per l'AVS. La misura avrebbe alleggerito il bilancio federale già sotto pressione e sarebbe stata allo stesso tempo ben sostenibile per l'AVS. I proventi del fondo AVS compenserebbero i fondi federali leggermente inferiori. Ma questa proposta è ora definitivamente accantonata.
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