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“Buy European”: primi segnali positivi per la Svizzera

05.03.2026

A colpo d'occhio

  • Con procedure di approvazione semplificate e un maggior numero di prodotti “Made in Europe”, si punta a rafforzare l’industria europea nei settori chiave e a renderla più competitiva a livello internazionale.
  • Le offerte delle imprese svizzere dovrebbero, in determinati appalti pubblici nell’ambito dell’Industrial Accelerator Act (IAA), essere trattate in linea di principio allo stesso modo delle offerte provenienti dall’UE.
  • La proposta pubblicata è positiva per la Svizzera. Ma il processo legislativo è appena iniziato e dovrà essere seguito con attenzione.

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Con l’Industrial Accelerator Act (IAA) pubblicato ieri, la Commissione europea mira a semplificare e digitalizzare le procedure di autorizzazione per i progetti industriali sostenibili. Inoltre, l’obiettivo è aumentare la produzione industriale all’interno dell’UE fino al 20% del PIL e ridurre la dipendenza dai Paesi terzi in settori industriali chiave.

L’attenzione è rivolta in particolare al rafforzamento della competitività dell’industria manifatturiera europea rispetto alla concorrenza a basso costo proveniente dall’estero. I settori prioritari comprendono quelli ad alta intensità energetica, le catene del valore automobilistiche e le tecnologie a emissioni nette zero, fondamentali per una trasformazione industriale sostenibile e per catene di approvvigionamento resilienti. In futuro, ad esempio, dovranno essere impiegati nell’industria automobilistica prevalentemente acciaio e alluminio a basse emissioni di CO₂. La legge prevede inoltre requisiti “Made in EU” per i componenti critici nella produzione di energia sostenibile, come batterie, pompe di calore o impianti eolici, a condizione che questi siano finanziati tramite appalti pubblici. Inoltre, saranno introdotte disposizioni “Made in EU” per i veicoli elettrici e le loro componenti.

Gli appalti pubblici rimangono aperti, a determinate condizioni, ai paesi partner

La Commissione europea intende continuare a collaborare con partner affidabili (“trusted partner”) nell'ambito degli appalti pubblici. Le offerte provenienti da paesi terzi saranno ammesse se questi garantiscono alle imprese dell'UE parità di trattamento nell'aggiudicazione degli appalti pubblici e soddisfano determinate condizioni. Le offerte delle imprese di questi paesi saranno trattate alla pari di quelle “Made in EU”.

​Buona situazione di partenza per la Svizzera come “trusted partner”

Finora non era chiaro se la Svizzera avrebbe fatto parte della nuova strategia “Buy European”. La proposta pubblicata è positiva sotto questo aspetto. In qualità di stretto partner economico dell'UE e partecipante all'accordo OMC sugli appalti pubblici, la Svizzera dovrebbe continuare a essere considerata un “trusted partner”. Si può quindi presumere che le offerte delle imprese svizzere in determinati appalti pubblici nell'ambito dell'IAA saranno trattate allo stesso modo delle offerte provenienti dall'UE.  

A ciò si aggiunge il fatto che la Svizzera è strettamente integrata nello spazio economico europeo attraverso vari accordi. Grazie al collegamento dei sistemi di scambio delle quote di emissione, in Svizzera vigono già condizioni simili a quelle dell'UE per le emissioni di CO₂. Inoltre, l'accordo bilaterale sugli appalti pubblici amplia il campo di applicazione dell'accordo OMC e comprende, tra l'altro, anche investimenti in infrastrutture energetiche sostenibili, un settore importante dell'IAA. Se per una migliore integrazione delle imprese svizzere nella catena del valore europea fosse necessario un rapido adeguamento dell'accordo sugli appalti pubblici, i Bilaterali III costituirebbero una buona base di partenza.

La preferenza europea e il “Buy European” rimangono un tema anche per il futuro

La proposta della Commissione europea deve ora essere discussa e approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'Unione europea. Ciò può richiedere fino a due anni. Nel frattempo, potrebbero essere apportate alcune modifiche. Solo il risultato finale consentirà di valutare quali saranno gli effetti concreti dell'IAA sull'economia svizzera. La proposta della Commissione europea offre comunque alle imprese svizzere la possibilità di continuare a partecipare alle catene del valore europee in settori industriali importanti.

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