jan atteslander

« Un accordo di libero scambio con il Brasile e l’Argentina presuppone un accesso equo di questi paesi al mercato agricolo svizzero. »

Perché il futuro della politica agricola svizzera si decide a Buenos Aires

24.01.2018

A colpo d'occhio

Secondo l’Unione svizzera dei contadini non vi è nessuna necessità di sopprimere la protezione alle frontiere, poiché né il TTIP né l’OMC avanzano sulla questione della liberalizzazione dei mercati agricoli. Questa argomentazione non è tuttavia completa. L’UE e i quattro paesi del Mercosur (l’Argentina, il Brasile, il Paraguay e l’Uruguay) stanno negoziando attualmente un accordo di libero scambio. Questa situazione richiede delle misure urgenti: nell’eventualità di un accordo – e si può partire dal principio che un accordo sarà concluso -, le imprese esportatrici svizzere sarebbero di fatto penalizzate rispetto alla concorrenza europea.

Anche la Svizzera sta negoziando – ma è in ritardo e un esito positivo è subordinato a una riforma della sua politica agricola. Il Brasile e l’Argentina, due dei principali esportatori di prodotti agricoli, ratificheranno un accordo di libero scambio con la Svizzera solo se otterranno un accesso equo al mercato agricolo svizzero. 

Symbolbild Südamerikanische Agrarlandschaft

I paesi del Mercosur rappresentano un mercato di 275 milioni di abitanti. Penalizzata da dazi doganali elevati, la loro industria offre un potenziale di recupero elevato. In concreto, i dazi doganali raggiungono il 7% in media, ma possono anche essere del 35% per alcuni prodotti. Il potenziale di discriminazione sarebbe considerevole se gli esportatori svizzeri dovessero continuare a dover pagare dei dazi doganali elevati quando l’UE disporrà di un accordo. Le condizioni sono favorevoli per dei negoziati, ma i margini di manovra sono piuttosto limitati. L’UE, da parte sua, ha avviato dei negoziati con il Mercosur nel 1999. Soltanto oggi un accordo sembrerebbe a portata di mano, poiché gli attuali governi brasiliano e argentino sono propensi per delle liberalizzazioni – la svolta a questo proposito è stata fatta solo due anni fa. Se la Svizzera rinunciasse a cogliere questa opportunità, potrebbe perdere il treno. E questo non deve succedere.

La Svizzera è il paese che, dopo la Norvegia, protegge maggiormente i suoi prodotti agricoli alle frontiere.

Considerati gli interessi globali della Svizzera, è urgente agire. La Svizzera è il paese che, dopo la Norvegia, protegge maggiormente i suoi prodotti agricoli alle frontiere. Non vi è nessuna ragione di rinviare ulteriormente delle riforme attese da tempo. L’obiettivo dovrebbe essere quello di entrate superiori sulle vendite e meno interventi statali. Un simile approccio permetterebbe di fare delle concessioni a favore del Mercosur, posto attualmente sotto la presidenza del governo argentino.

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