

« Se alle banche viene tolta ogni flessibilità, la concessione di crediti e quindi gli investimenti, l'innovazione e la crescita sono messi a rischio. »
Banche eccessivamente regolamentate sono problematiche per la Svizzera
29.12.2025
A colpo d'occhio
- L’economia svizzera soffre per la crescente regolamentazione, che riduce competitività e stabilità.
- L’inasprimento previsto della regolamentazione bancaria aumenta i costi del credito e mette a rischio la posizione della Svizzera come piazza finanziaria.
- Serve un modello di regolamentazione equilibrato, che coniughi sicurezza e competitività, evitando un’eccessiva regolamentazione.
L’economia svizzera sta attraversando un periodo turbolento. Le tensioni geopolitiche, le tendenze protezionistiche e l’incertezza nell’accesso ai mercati gravano su un paese fortemente orientato all’esportazione. In questo contesto, l’economia ha bisogno di condizioni quadro affidabili. Ma il peso della regolamentazione continua a crescere.
Secondo uno studio della società di consulenza BSS/IFO, una regolamentazione più efficiente potrebbe far risparmiare alla Svizzera circa 30 miliardi di franchi all’anno. Il Consiglio federale ha annunciato misure di alleggerimento, il cui impatto finora è stato però modesto. L’ambizione deve essere significativamente più alta per dare un reale sollievo all’economia.
Preoccupazioni dell’economia
Una regolamentazione eccessiva e complessa indebolisce la competitività e può compromettere anche la stabilità. Ciò vale anche per l’inasprimento previsto della regolamentazione bancaria, che oggi è già tra le più severe al mondo. Con la revisione dell’ordinanza sui fondi propri (OFoP) e le modifiche alla legge bancaria, il Consiglio federale punta a requisiti patrimoniali ancora più rigorosi – più restrittivi rispetto a UE, Gran Bretagna e USA. Questo contrasta con la tendenza internazionale verso un alleggerimento e una semplificazione delle norme.
Entrambe le proposte sono trattate in modo isolato, senza considerare le interdipendenze con altre riforme. Il pacchetto complessivo “Too-big-to-fail” non è ancora completo. Proprio questo punto è cruciale. L’economia è preoccupata: le future restrizioni sul capitale renderebbero più costosi i crediti alle imprese. I costi di finanziamento per PMI e industria aumenterebbero. Questa preoccupazione emerge chiaramente dalle risposte alla consultazione sull’Ordinanza sui fondi propri (OFoP): la maggioranza sottolinea il rischio per la Svizzera come piazza economica.
Ci si potrebbe aspettare che misure di tale portata vengano esaminate approfonditamente. Ma lo studio commissionato dalle autorità a settembre 2025 ha valutato solo la stabilità della piazza finanziaria, senza analizzare l’impatto su competitività ed economia. Manca un’analisi completa.
È chiaro: la regolamentazione non può mirare solo alla massima sicurezza. Anche un’auto non può essere costruita in cemento, serve un equilibrio: stabilità sì, ma anche praticità e un buon rapporto costi-benefici per una piazza finanziaria sostenibile. Supportiamo molte misure post-crisi CS, ma il bilanciamento tra sicurezza e competitività è decisivo. Le sensazioni personali non bastano.
Le banche devono assumersi rischi – è il loro compito. Fare economia comporta sempre incertezze. I requisiti patrimoniali e di liquidità sono sensati, ma la politica deve valutare le conseguenze sull’economia. È importante trarre insegnamenti mirati dalla crisi CS, ma senza esagerare. La Svizzera ha bisogno di una grande banca internazionale e di una piazza finanziaria che offra servizi professionali a prezzi equi per PMI e industria, anche per l’esportazione. Regole lontane dagli standard internazionali mettono a rischio benessere e posti di lavoro. Questo va evitato.
Rimanere competitivi
La politica deve prendere sul serio le preoccupazioni dell’economia. Serve una piazza finanziaria che non sia frenata da norme eccessive. Una piazza strangolata dall’iperregolamentazione perde attrattività e mette a rischio l’intera economia. La Svizzera deve porsi la domanda: vogliamo un sistema che imponga la stabilità a ogni costo, o uno che combini stabilità e competitività? La risposta dovrebbe essere chiara. Solo un modello di regolamentazione equilibrato garantisce sul lungo periodo posti di lavoro, investimenti e benessere. La politica deve agire con senso della misura e senza esuberanza.
Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta il 29 dicembre 2025 sulla NZZ.
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