# 11 / 2018
10.12.2018

Revisione della legge sulle armi: la posta in gioco è più alta di quel che sembra

Il popolo svizzero voterà il prossimo 19 maggio in merito alla nuova legge sulle armi. Quale Stato associato a Schengen, la Svizzera è obbligata ad applicare sul suo territorio i provvedimenti che sono in vigore all’interno dell’area Schengen. Se la Svizzera non accetterà di rivedere la sua legislazione in materia, gli accordi di Schengen e Dublino cesserebbero automaticamente di essere applicati, senza neppure bisogno di un preavviso di disdetta né da parte dell’UE né della Svizzera. Il nostro Paese ha approfittato enormemente di questi due accordi e le conseguenze negative di un eventuale rifiuto si ripercuoterebbero sul settore del turismo, quello della sicurezza, in materia di asilo, così come anche sul settore del commercio estero.

L’essenziale in breve

In reazione ai gravi attentati terroristici perpetrati in Europa, l’UE ha adottato una serie di misure, tra cui la revisione del diritto delle armi nello spazio Schengen. Quale Stato associato all’accordo di Schengen, anche la Svizzera è tenuta ad adattare la propria legislazione sulle armi a questo sviluppo dell’acquis di Schengen. Su questa tematica, essa ha potuto negoziare delle eccezioni con l’UE, in particolare per l’arma d’ordinanza ripresa direttamente dall’esercito che non è oggetto della revisione della legge. Se la Svizzera non dovesse modificare la propria legislazione sulle armi e se non fosse possibile negoziare una soluzione con l’UE, l’accordo d’associazione a Schengen cesserebbe automaticamente di essere applicato – senza che l’UE o la Svizzera debbano denunciare l’accordo. I cittadini nonché gli ambienti economici svizzeri beneficiano ampiamente delle agevolazioni legate all’associazione a Schengen. Le persone che prendono l’aereo nel nostro paese possono spostarsi più liberamente e rapidamente negli aeroporti, gli automobilisti trascorrono meno tempo in coda alla frontiera e il settore turistico si rallegra dell’aumento dei turisti provenienti dalla Cina e dall’India. La partecipazione a Schengen comporta inoltre numerosi vantaggi nel campo della sicurezza. Essa permette di fatto alla Polizia svizzera di accedere alla base di dati Schengen migliorando la lotta contro la criminalità internazionale. Infine, poiché l'accordo di Dublino è direttamente collegato all'accordo di Schengen, anche il settore dell'asilo è di primaria importanza. L’accordo di Dublino ha così permesso di realizzare risparmi dell’ordine di 2 miliardi di franchi tra il 2009 e il 2016. La revisione della legge svizzera sulle armi permette al nostro paese di restare nello spazio Schengen e dunque di restare membro dell’accordo di Dublino. Essa prevede dei cambiamenti ragionevoli per quanto concerne l’acquisto di armi semiautomatiche nonché numerose eccezioni che considerano la tradizione svizzera del tiro. 

Il referendum contro l’applicazione di questa revisione è stato lanciato all’inizio di ottobre 2018. Questa questione sarà posta in votazione nel mese di maggio 2019.

Posizione di economiesuisse

  • Il progetto di revisione della legge sulle armi elaborato dal Consiglio federale e dal Parlamento è equilibrato. Da un lato, le modifiche adottate sono ragionevoli e tengono conto della tradizione svizzera del tiro e, dall'altro, viene preservata l'associazione della Svizzera agli accordi di Schengen e Dublino, importante non solo per i cittadini svizzeri, ma anche per le imprese. economiesuisse si impegna a favore di questo progetto di revisione. 

  • L'economia trae grandi vantaggi dagli accordi di Schengen e Dublino: secondo il Consiglio federale, la loro scomparsa comporterebbe una perdita di guadagno. Nel 2030, il reddito degli Svizzeri potrebbe essere inferiore di 1600 franchi all’anno e le esportazioni delle imprese potrebbero diminuire fino al 5,6%. 

  • Grazie all'accordo di Schengen, il numero di turisti provenienti da Cina, India e Medio Oriente è aumentato. Il settore turistico svizzero ne prende atto con soddisfazione. L'arrivo di questi visitatori favorisce l'industria alberghiera e quella della ristorazione. Tuttavia, senza il visto Schengen, il settore turistico svizzero potrebbe subire una perdita di guadagno fino a 530 milioni di franchi all'anno. 

  • La possibilità di accesso al Sistema d'informazione Schengen per le autorità di perseguimento penale svizzere migliora la cooperazione transfrontaliera e aumenta la sicurezza nazionale. Le autorità ottengono fino a 50 risultati positivi al giorno nell’ambito delle ricerche effettuate.

  • L'accordo di Dublino, che permette di rinviare un richiedente l’asilo nel paese in cui è stata presentata la prima domanda, alleggerisce le finanze pubbliche nel settore dell'asilo. Tra il 2009 e il 2016 la Svizzera ha potuto realizzare un risparmio di 2 miliardi di franchi.