Una bussola chiara per attraversare tempi burrascosi

03.02.2026

A colpo d'occhio

  • Le persistenti tensioni internazionali pesano sull'economia svizzera. La Svizzera ha più che mai bisogno di una politica economica affidabile, che punti su un'ampia diversificazione delle relazioni commerciali e su condizioni attrattive per la piazza economica.
  • economiesuisse respinge con fermezza l’aumento del debito pubblico. L'economia dice No all'iniziativa per un fondo per il clima e chiede l’attuazione completa del pacchetto di sgravio 27.
  • Il 2026 deve essere all'insegna della riduzione della burocrazia. È necessario semplificare le normative esistenti e rinunciare a nuovi oneri normativi.

Le tensioni geopolitiche ed economiche mondiali non accennano a diminuire. I conflitti commerciali, la formazione di blocchi e le crescenti tendenze protezionistiche si accentuano. In quanto piazza economica integrata a livello internazionale, la Svizzera dipende più che mai da relazioni commerciali quanto più diversificate e affidabili, come ha sottolineato Christoph Mäder, Presidente di economiesuisse, durante la conferenza stampa annuale. «Sia l'accordo commerciale con gli Stati Uniti che gli Accordi bilaterali III sono importanti affinché la Svizzera possa mantenere la sua capacità di agire sul piano economico». Anche gli accordi di libero scambio, in particolare quello con il Mercosur, attualmente in discussione, rappresentano un pilastro importante per l'accesso ai mercati internazionali. «Più sono diversificati, meglio è. Tutti gli accordi sono quindi necessari. È invece sbagliato metterli in contrapposizione tra loro», afferma Mäder.

Navigare abilmente in un contesto burrascoso con una bussola liberale

In un contesto di crescente incertezza, è necessario navigare con una bussola economica chiara. Per economiesuisse, questo significa che la Svizzera deve puntare con coerenza sull'apertura, sulla competitività e su condizioni quadro stabili. L'apertura, importante valore liberale, è particolarmente sotto pressione quest’anno, soprattutto dal punto di vista sociopolitico. L'iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» chiede di introdurre un limite massimo rigido alla popolazione. Proprio alla luce dell'evoluzione demografica, un tale limite è tutt'altro che sensato. Già oggi, in molti settori dell'economia e dei servizi pubblici si registra una carenza di manodopera. Mancano infermieri per gli anziani. Mancano medici negli ospedali. Manca personale negli alberghi e nei ristoranti. E manca personale qualificato nell'industria. Sarebbe sbagliato sbarrare l'accesso alla manodopera estera, motivo per cui l'economia respinge chiaramente l'iniziativa.

Contro l'economia del debito: No all'iniziativa per un fondo per il clima, Sì al pacchetto di sgravio 27

Il 2026 sarà un anno cruciale per il bilancio federale e il freno all'indebitamento. economiesuisse respinge con fermezza l'iniziativa per un fondo per il clima del fronte rosso-verde, che sarà sottoposta a votazione l'8 marzo. L'approvazione dell'iniziativa comporterebbe un massiccio aumento della spesa pubblica, a scapito dei contribuenti e della stabilità finanziaria del Paese. «Si tratta di un'altra iniziativa che pretende qualcosa dallo Stato senza specificare chi pagherà il conto», afferma Monika Rühl, Presidentessa della direzione di economiesuisse. È chiaro che il debito aumenterebbe e che i contribuenti sarebbero sottoposti a un onere aggiuntivo e ingente. Ma, anche senza l'iniziativa per un fondo per il clima, la Confederazione rischia di aumentare il proprio indebitamento. «Ecco perché è necessario il pacchetto di sgravio 27. Solo così sarà possibile rispettare il freno all'indebitamento e garantire la solidità finanziaria del bilancio della Confederazione», afferma Rühl. Una cosa è certa: la stabilità è un punto di forza della Svizzera, soprattutto in tempi turbolenti come questi.

La riduzione degli oneri normativi come priorità importante nel 2026

Non solo il debito pubblico, ma anche il crescente onere normativo rappresenta un grave problema per la piazza economica svizzera. Se le autorità rendessero i propri processi più efficienti e digitali, ogni anno si potrebbero evitare 30 miliardi di franchi di costi burocratici. Un esempio di processi paralizzanti sono le lunghe procedure di concessione delle licenze edilizie, che devono essere semplificate. Altrettanto importante è rinunciare a nuovi oneri normativi. La nuova iniziativa sulla responsabilità delle imprese, ad esempio, comporterebbe ulteriori prescrizioni, obblighi e oneri. Ciò finirebbe per marginalizzare completamente la Svizzera a livello internazionale. Nel frattempo, con il suo pacchetto «Omnibus», l'UE ha deciso di semplificare e snellire le norme di sostenibilità per le imprese.

Sì all’imposizione individuale

Un altro fattore importante per la piazza economica è l'attrattività fiscale per le persone private e le imprese. Con la proposta di voto sull'introduzione dell’imposizione individuale, la Svizzera ha l'opportunità di rendere il sistema fiscale più attrattivo per le persone fisiche. L'attuale imposizione dei coniugi fa sì che alcune coppie sposate con doppio reddito paghino di più rispetto alle coppie non sposate con redditi comparabili. Questa cosiddetta «penalizzazione del matrimonio», che esiste soprattutto nell'ambito dell'imposta federale, colpisce circa 670’000 coppie sposate. Inoltre, il sistema attuale comporta un effetto collaterale indesiderato: l'imposizione congiunta riduce gli incentivi al lavoro per chi consegue un secondo reddito, nella maggior parte dei casi le donne. Infatti, i redditi supplementari rientrano rapidamente in una fascia di progressione più elevata e, quindi, un carico di lavoro maggiore diventa meno attrattivo. L'introduzione dell'imposizione individuale consentirebbe di risolvere questi problemi. economiesuisse sostiene l'imposizione individuale e ha preso posizione a favore in vista della votazione dell'8 marzo.

Per domande:

Marco Martino 
Responsabile per la Svizzera italiana                                                                                                +41 91 922 82 13​                                                                      ​[email protected]