Flaggen von UK, EU und Schweiz

News-Ticker: la Svizzera e la Brexit

I negoziati tra il Regno Unito e l'UE sulle relazioni future sono giunti a conclusione. Il relativo accordo è entrato in vigore il 1° gennaio 2021. Tuttavia, la vicenda sulla Brexit continua - con implicazioni anche per la Svizzera. Vi informeremo pertanto regolarmente sugli ultimi sviluppi relativi alla Brexit.

Aggiornamento del 18 marzo 2021: nuove scadenze per l’introduzione dei controlli doganali alle frontiere del Regno Unito

Il Regno Unito ha adottato una nuova tabella di marcia per l'introduzione graduale dei controlli sulle importazioni dall'UE al Regno Unito. Il ritardo aggiuntivo di circa sei mesi è giustificato dal fatto che gli attori interessati stanno attualmente affrontando grandi sfide non solo a causa dei cambiamenti nel contesto della Brexit, ma anche a causa della gestione della pandemia di coronavirus. Le nuove scadenze si applicano in parte anche agli esportatori svizzeri, in particolare in quei settori in cui la Svizzera è pienamente integrata nei sistemi europei. Questo vale in particolare per i controlli di sicurezza veterinari e doganali. Le merci svizzere saranno soggette a controlli supplementari a partire dal 1° ottobre 2021, rispettivamente dal 1° gennaio 2022.


Aggiornamento del 16 marzo 2021: tensioni crescenti e nuove scadenze

Il 15 marzo l’Unione Europea ha ufficialmente avviato una procedura formale di infrazione nei confronti del Regno Unito. Questa in reazione a una decisione unilaterale del Governo britannico di estendere le disposizioni transitorie relative ai controlli alle frontiere sulla circolazione di merci dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord. In virtù del protocollo sull’Irlanda del Nord, queste disposizioni sarebbero dovute durare fino alla fine di marzo. 


Aggiornamento del 12 marzo 2021: forte calo del commercio bilaterale con l’UK

Nel gennaio 2021 le turbolenze e le grandi incertezze legate alla Brexit hanno avuto degli effetti negativi sul commercio di beni tra la Svizzera e il Regno Unito. Con un -46% delle importazioni e un -30% delle esportazioni dalla Svizzera verso il Regno Unito per rapporto a gennaio 2020, si può parlare di un vero e proprio crollo. Il massiccio calo si estende a tutti i settori - ed è maggiore del calo del commercio con l'Unione Europea (importazioni -11%, esportazioni -10%). Per quanto concerne le importazioni dal Regno Unito, è l'industria chimica e farmaceutica ad essere maggiormente colpita (-58,3% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso), mentre il settore dell’energia è particolarmente toccato per quanto riguarda le esportazioni (-82%). Gli attuali problemi degli esportatori svizzeri con i loro partner britannici in materia di regole d'origine non aiutano: la perdita di opportunità di accumulazione con materie prime UE nel commercio bilaterale sta producendo nuove barriere commerciali e costi per le aziende locali. La pressione affinché la Svizzera agisca è sempre più alta.

Le ultime cifre del Regno Unito per il gennaio 2021 mostrano un quadro altrettanto desolante. In gennaio, le esportazioni in generale sono diminuite del 19% e del 40% verso l'UE. Le importazioni totali di beni da paesi non UE verso il Regno Unito sono diminuite di quasi il 13%, mentre le esportazioni verso questi paesi sono aumentate leggermente (+1,7%). Questo segna il più massiccio calo del commercio totale del paese nel giro di pochi mesi da quando la registrazione è iniziata nel gennaio 1997. In particolare, le importazioni di beni come macchinari, veicoli e prodotti chimici dall'UE sono diminuite bruscamente in gennaio. Tuttavia, è importante notare che il commercio con il Regno Unito non è stato come in passato negli ultimi mesi. La fine del periodo di transizione per l'uscita dall'UE e il rinnovato lockdown nazionale all'inizio di gennaio sono potenziali fattori che possono aver contribuito al declino del commercio di beni a gennaio. Infatti, in novembre e dicembre 2020 le importazioni e le esportazioni di beni erano in aumento. È quindi importante monitorare da vicino questo sviluppo nei prossimi mesi. Tuttavia, se la tendenza attuale dovesse manifestarsi, ciò avrebbe un impatto importante sulle economie di vari paesi europei.


Aggiornamento del 10 marzo 2021: nuove tensioni nelle relazioni UE-UK

L'accordo sugli scambi e la cooperazione tra l’UE e il Regno Unito è entrato in vigore provvisoriamente il 1° gennaio 2021. Delle tensioni sono però già sorte da entrambe le parti. Il Regno Unito ha deciso di sospendere unilateralmente per altri sei mesi (diversamente da quanto concordato per la fine di marzo) alcuni controlli doganali sull’importazione di merci dalla Gran Bretagna all’Irlanda del Nord. Questa decisione avrebbe lo scopo di garantire la sicurezza dell'approvvigionamento dell'Irlanda del Nord. L'UE sta attualmente valutando se avviare una procedura di infrazione contro il Regno Unito. Il Parlamento europeo, da parte sua, ha rinviato a data da definire il dibattito plenario necessario per ratificare l'accordo. Tuttavia, se l'accordo non viene approvato in tempo - o la sua applicazione provvisoria non viene ulteriormente estesa - entro il 30 aprile, rischia di perdere la sua validità.


Aggiornamento del 4 gennaio 2021: l’accordo sulla Brexit è entrato in vigore

Dopo il chiaro SÌ della Camera dei Comuni britannica (521 voti contro 73), il 30 dicembre 2020 la Camera dei Lord ha approvato a sua volta l'accordo sul futuro partenariato con l'Unione europea. Visto che l'approvazione da parte del Parlamento europeo, anch'essa richiesta, non è stata possibile raggiungerla entro la fine del 2020, gli Stati membri dell'UE hanno concordato un'applicazione provvisoria dell'accordo fino al 28 febbraio 2021. Ciò significa che l'accordo sulla Brexit è entrato in vigore il 1° gennaio 2021 - subito dopo la fine del periodo di transizione dell'accordo di uscita.


Aggiornamento del 22 dicembre 2020: UE e Gran Bretagna continuano le trattative fino all’ultimo minuto

Diverse fonti riferiscono di un riavvicinamento nei negoziati tra l'UE e il Regno Unito. Ciò riguarda in particolare la legge in materia di concorrenza e di aiuti di Stato. Allo stesso tempo, tuttavia, non è ancora in vista un accordo sulla questione, altrettanto controversa, del futuro accesso dell'UE alle zone di pesca britanniche. Tuttavia, entrambe le parti sembrano disposte a rimanere al tavolo delle trattative fino all'ultimo minuto: Il Primo ministro britannico Johnson ha attualmente in programma di convocare il Parlamento in una sessione straordinaria il 30 dicembre per una votazione su un possibile accordo. E l'UE sta esaminando la possibilità di un'applicazione provvisoria di un eventuale accordo - prima della ratifica parlamentare.


Aggiornamento del 21 dicembre 2020: un'altra scadenza mancata per la Brexit

Non c'è ancora un accordo in vista nelle trattative sulla Brexit. Anche se l'UE e il Regno Unito raggiungessero un accordo nei prossimi giorni, una tempestiva ratifica da parte del Parlamento europeo entro la fine dell'anno sarebbe difficilmente possibile (vedere dichiarazione di David Allister, Presidente della Commissione per gli affari esteri del Parlamento europeo). Infatti, affinché il Parlamento europeo avesse avuto il tempo sufficiente per approvare un eventuale accordo prima della scadenza del periodo di transizione alla fine dell'anno, l’accordo avrebbe dovuto essere presentato entro il 20 dicembre 2020.


Aggiornamento del 14 dicembre 2020: le trattative sulla Brexit vengono nuovamente prolungate

Nonostante le intense trattative dall'ultimo incontro personale fra Boris Johnson e Ursula von der Leyen, fino a domenica 13 dicembre non è stato possibile raggiungere un’intesa di accordo. In considerazione del persistere di importanti divergenze, entrambe le parti hanno quindi deciso di proseguire le trattative - questa volta senza una nuova scadenza.


Aggiornamento del 10 dicembre 2020: insuccesso dell’incontro tra Boris Johnson e Ursula von der Leyen

Mercoledì sera, il primo ministro del Regno Unito e la Presidente della Commissione europea si sono incontrati a Bruxelles per tentare di sbloccare la situazione. Allo stadio attuale, i negoziati sulla loro futura relazione commerciale rischiano fortemente di fallire. Questo incontro alla vigilia del vertice del Consiglio europeo non ha permesso nessun tipo di avvicinamento nei punti controversi (pesca, aiuti statali e diritto della concorrenza, regolamento delle controversie). I negoziati proseguiranno fino al 13 dicembre. Parallelamente, la Commissione europea ha rafforzato i suoi preparativi in previsione di un eventuale «no-deal». Una cosa è certa: il periodo di transizione termina il 31 dicembre. Al momento non è ancora possibile capire cosa succederà dopo.