

L’iniziativa sulla neutralità comporta incertezze e rischi
26.06.2026
A colpo d'occhio
- La neutralità è sempre stata per la Svizzera uno strumento importante per tutelare al meglio e in modo flessibile i propri interessi in un contesto globale in continua evoluzione. Questo deve restare possibile anche in futuro.
- La cosiddetta iniziativa sulla neutralità, invece, chiede una rottura rischiosa con questa prassi consolidata. Prevede un concetto rigido di neutralità con restrizioni severe.
- L’iniziativa limita così la capacità d’azione della Svizzera in politica estera, danneggia la nostra sicurezza e comporta incertezze e rischi per le nostre imprese.
La cosiddetta «Iniziativa sulla neutralità» vuole inserire nella Costituzione un concetto di neutralità formale e rigido. L’iniziativa va ben oltre la semplice neutralità del Paese. Chiede il divieto di alleanze militari e persino una rinuncia quasi totale alle sanzioni economiche contro gli Stati in guerra. Da oltre 175 anni, la Costituzione svizzera consente un’interpretazione flessibile della neutralità. Ciò ha permesso al Consiglio federale e al Parlamento di reagire rapidamente agli sviluppi geopolitici nell’interesse del Paese. Questa comprovata capacità di agire non deve ora essere compromessa.
Il «corsetto» mette a rischio la sicurezza nazionale
Rinunciare all’attuale flessibilità a favore di una regolamentazione rigida avrebbe conseguenze di vasta portata. Requisiti rigidi non permetterebbero più alla Svizzera di tutelare al meglio i propri interessi in un contesto internazionale complesso. Una limitazione rigorosa della collaborazione con gli Stati partner – ad esempio nello scambio di competenze, nella formazione, nella cooperazione nella ricerca o nella difesa informatica – avrebbe ripercussioni dirette sulla sicurezza della Svizzera. Il nostro Paese rischierebbe di rimanere isolato a livello internazionale. L’iniziativa è stata lanciata con l’obiettivo di aumentare la sicurezza del Paese. In realtà, otterrebbe l’effetto opposto. Renderebbe impossibile reagire alle moderne forme di minaccia, che non si fermano al confine. L’ampio isolamento dagli altri Stati e il divieto di collaborare con alleanze di difesa indebolirebbero fortemente la Svizzera.
Rischi per il commercio estero e l’accesso ai mercati
La Svizzera come piazza economica vive di apertura e interconnessione. Una politica isolazionista spingerebbe la Svizzera ai margini, mettendo così a rischio questi punti di forza. A pagarne le spese sarebbe la capacità di innovazione. Il libero accesso ai mercati e relazioni economiche stabili sono fondamentali per il benessere e l’occupazione. Proprio in tempi di crisi, un rigido autolimitarsi avrebbe conseguenze negative per la Svizzera e le imprese svizzere. Con le condizioni previste dall’iniziativa, la Svizzera non potrebbe più sostenere nemmeno le sanzioni che godono di ampio sostegno a livello internazionale; si potrebbero applicare solo quelle delle Nazioni Unite. Una neutralità che, anche di fronte alle più gravi violazioni del diritto internazionale, non permetta di adottare contromisure pacifiche insieme ai paesi a noi vicini, va contro i nostri valori e la nostra tradizione di difendere il rispetto del diritto internazionale. La reputazione del Paese ne risentirebbe e la Svizzera e le nostre imprese potrebbero così finire sotto pressione da parte della comunità internazionale – e quindi anche dei nostri principali partner commerciali – in quanto violatori delle sanzioni. Nel peggiore dei casi, la Svizzera potrebbe persino diventare essa stessa oggetto di sanzioni.
Una rottura inutile con una prassi consolidata
L’iniziativa limita la nostra libertà d’azione, indebolisce la nostra sicurezza e danneggia la nostra piazza industriale e finanziaria. La neutralità è già oggi sancita dalla Costituzione. È riconosciuta a livello internazionale come perpetua e armata. La Svizzera già oggi non partecipa a conflitti militari di Stati terzi e non fa parte di alcuna alleanza militare. La cosiddetta «iniziativa sulla neutralità» chiede quindi, senza alcuna necessità oggettiva, una rottura con la consolidata prassi di neutralità – con conseguenze negative per la piazza economica svizzera. Il Consiglio federale e il Parlamento raccomandano, a giusta ragione, di respingere l’iniziativa sulla neutralità.
Dossierpolitica
Articoli pertinenti
Iscriviti alla newsletter
Iscriviti qui alla nostra newsletter. Registrandoti, riceverai dalla prossima settimana tutte le informazioni attuali sulla politica economica e le attività della nostra associazione.



