

L’iniziativa del caos mette a rischio il motore dell’innovazione svizzera
15.04.2026
A colpo d'occhio
- L'innovazione garantisce benessere, competitività e posti di lavoro.
- L'immigrazione è fondamentale per la manodopera qualificata, la ricerca e l'imprenditorialità.
- L'iniziativa del caos frena l'innovazione e indebolisce la Svizzera come piazza economica.
L'innovazione è alla base del benessere svizzero. Mantiene competitive le imprese, genera nuovi prodotti e crea posti di lavoro di qualità. Il fatto che da 15 anni la Svizzera sia considerata il Paese più innovativo al mondo (cfr. Indice dell’innovazione 2025) non è una coincidenza, ma il risultato di una piazza economica aperta, efficiente e collegata a livello internazionale.
Le persone sono fondamentali per questa forza innovativa. Il progresso nasce da personale qualificato altamente specializzato, ricercatori, sviluppatori e imprenditori. Soprattutto nei settori ad alta intensità tecnologica, la conoscenza è la materia prima decisiva. Poiché tali talenti scarseggiano nel nostro Paese, la piazza dell’innovazione dipende dall’immigrazione. Restrizioni all’accesso a personale qualificato di cui c’è urgentemente bisogno, come quelle previste dall’iniziativa del caos, comprometterebbero sensibilmente la capacità innovativa della Svizzera e indebolirebbero in modo duraturo la sua piazza economica.
L’importanza dell’immigrazione è particolarmente evidente nel settore della ricerca: circa un ricercatore su due in Svizzera proviene dall’estero, nell’industria farmaceutica addirittura circa due terzi. Senza questo bacino di talenti internazionali, una ricerca d’eccellenza su questa scala non sarebbe possibile.
L’immigrazione promuove l’innovazione
La Svizzera ha sempre tratto vantaggio dall’immigrazione. Essendo un paese povero di materie prime, il suo successo si basa sul talento, sullo spirito imprenditoriale e sull’apertura. Numerose aziende svizzere di successo a livello internazionale sono inoltre nate dall’iniziativa di immigrati. Esempi come Nestlé, Swatch o ABB dimostrano in modo esemplare come gli immigrati abbiano costruito in questo Paese, con il loro spirito imprenditoriale, aziende che ancora oggi creano posti di lavoro, promuovono l’innovazione e caratterizzano il benessere della Svizzera.
Anche oggi i lavoratori qualificati stranieri contribuiscono in misura superiore alla media alla capacità innovativa della Svizzera: fondano circa il 39% di tutte le imprese, caratterizzano la dinamica dell’ecosistema imprenditoriale con circa la metà di tutte le start-up e sono all’origine del 78% delle «unicorni» svizzere (start-up non quotate in borsa con una valutazione superiore a un miliardo di dollari USA). Inoltre, sono coinvolti nel 37% delle domande di brevetto, con i tedeschi che ne costituiscono il gruppo più numeroso. I talenti internazionali rafforzano così non solo la scena delle start-up, ma anche lo sviluppo tecnologico e l’interconnessione globale del sistema dell’innovazione.
L’iniziativa del caos danneggia un polo di innovazione altamente interconnesso
In questo contesto, l’iniziativa del caos dell’UDC è dannosa. Limiti massimi rigidi all’immigrazione ignorano la realtà di un polo di innovazione altamente interconnesso. Rendono più difficile l’accesso a personale qualificato di cui c’è urgente bisogno e mettono a rischio la competitività della Svizzera. In una competizione globale per i talenti, l’isolamento rappresenterebbe un chiaro svantaggio per il nostro Paese.
La Svizzera vive di apertura, eccellenza e scambi internazionali. Chi vuole garantire la sua forza innovativa e rendere possibile il benessere di domani deve considerare l’immigrazione come parte della soluzione.
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