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Annunciati nuovi dazi statunitensi del 12,5%: l'economia respinge con decisione le accuse di lavoro forzato

03.06.2026

A colpo d'occhio

  • L'amministrazione statunitense ha annunciato nuovi dazi aggiuntivi forfettari nei confronti di 60 paesi sulla base della Sezione 301. Per la Svizzera è prevista un'aliquota del 12,5%.
  • I nuovi dazi sono motivati da presunte misure insufficienti contro le importazioni di merci prodotte con lavoro forzato: l’economia svizzera respinge con decisione questa accusa.
  • I dazi non sono ancora definitivi: fino al 6 luglio 2026 è in corso una consultazione pubblica. Parallelamente avanzano altre procedure ai sensi della Sezione 301 e continuano i negoziati commerciali con gli Stati Uniti.

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Il rappresentante commerciale degli Stati Uniti Jamieson Greer ha annunciato, sulla base della Sezione 301, nuovi dazi aggiuntivi forfettari nei confronti di un totale di 60 paesi. Per gli Stati che non prevedono un divieto di importazione di merci prodotte con lavoro forzato verranno applicati dazi aggiuntivi forfettari del 12,5%. Oltre alla Svizzera, ciò riguarda anche la maggior parte degli altri importanti partner commerciali degli Stati Uniti, tra cui Giappone, Cina, Corea del Sud e Brasile. Per gli Stati che hanno un tale divieto di importazione, il governo statunitense propone dazi supplementari del 10%. Tra questi figurano UE, Canada e Messico.

I dazi annunciati non sono ancora definitivi: fino al 6 luglio 2026 è in corso una consultazione pubblica.

L'economia svizzera respinge l'accusa

economiesuisse respinge con decisione l’accusa secondo cui la Svizzera non farebbe abbastanza contro l’importazione di merci prodotte con il lavoro forzato. Il lavoro forzato è già oggi vietato in Svizzera a livello costituzionale, civile e penale. Inoltre, la Svizzera ha ratificato le Convenzioni OIL in materia e ha attuato i Principi guida delle Nazioni Unite con il Piano d’azione nazionale Economia e diritti umani.

Anziché un divieto generalizzato di importazione, la Svizzera – in linea con le Linee guida dell’OCSE per le imprese multinazionali e i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani – punta su un approccio basato sul rischio. Le imprese svizzere sono soggette a ampi obblighi di rendicontazione non finanziaria, che comprendono anche verifiche di due diligence sui rischi in materia di diritti umani nella catena di approvvigionamento. A ciò si aggiungono requisiti di trasparenza, norme in materia di appalti pubblici, meccanismi consolidati di responsabilità delle imprese e la cooperazione internazionale. Il Punto di contatto nazionale per le Linee guida dell’OCSE, con sede presso la SECO, offre inoltre una procedura riconosciuta per il trattamento delle segnalazioni di violazioni, comprese le questioni relative alla diligenza nella catena di approvvigionamento.

Questo approccio non è meno efficace di un divieto generalizzato di importazione: è più mirato, supportato a livello internazionale e corrisponde al consenso globale su una due diligence efficace nella catena di approvvigionamento.

Nessuna base per misure punitive

Anche dal punto di vista della politica commerciale mancano le basi per dazi statunitensi aggiuntivi. Non vi è alcuna indicazione che le merci provenienti dagli Stati Uniti debbano competere in Svizzera con beni che contengono componenti o fattori produttivi derivati dal lavoro forzato. Non vi sono nemmeno prove che le catene di approvvigionamento svizzere vengano utilizzate per introdurre tali merci nel mercato statunitense o per distorcere le condizioni di concorrenza a scapito delle imprese americane. Dal punto di vista economico, i dazi aggiuntivi non sono quindi oggettivamente giustificati.

A ciò si aggiunge il fatto che la differenziazione proposta tra la Svizzera e l’UE comporterebbe una disparità di trattamento ingiustificata. Per l’economia svizzera è quindi chiaro: la Svizzera non deve essere penalizzata rispetto all’UE. L’obiettivo deve rimanere quello di garantire parità di condizioni ed evitare svantaggi competitivi per le imprese in Svizzera.

Sono in corso parallelamente altre procedure e negoziati commerciali

Parallelamente ai dazi annunciati in relazione al lavoro forzato, il governo statunitense sta conducendo un'ulteriore indagine ai sensi della Sezione 301. Questa riguarda la questione delle presunte sovraccapacità industriali e delle loro cause. I risultati di questa indagine sono attesi nelle prossime settimane.

Allo stesso tempo proseguono i colloqui tra la Svizzera e gli Stati Uniti per la conclusione di un accordo commerciale. economiesuisse sostiene il Consiglio federale nei suoi sforzi volti a raggiungere un accordo con gli Stati Uniti.

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