# 13 / 2016
25.11.2016

Accordo di libero scambio con la Cina: un passo importante per le imprese svizzere

La Cina attira fortemente le imprese svizzere

L’accordo riveste grande importanza per le imprese svizzere. economiesuisse ha ricevuto, da parte dei suoi membri, numerose reazioni e domande relative all’applicazione e all’adozione dell’accordo di libero scambio, soprattutto nei primi mesi successivi alla sua entrata in vigore. Un gran numero di queste provenivano dalle PMI orientate all’esportazione. Le domande concernevano le disposizioni doganali e le regole d’origine da applicare per poter beneficiare di dazi doganali preferenziali, l’identificazione delle tariffe corrette delle merci, l’applicazione delle regole di lista, i certificati d’origine e il loro controllo, la prova del trasporto diretto o lo scambio di dati elettronici per gli esportatori autorizzati.

Il primo anno successivo all’entrata in vigore dell’accordo, gli esportatori autorizzati hanno svolto oltre 52'000 invii con prova d’origine a destinazione della Cina. Questo rappresenta circa 200 invii in media per ogni giorno feriale. Secondo l’AFD, nel mese di maggio 2016, circa 2500 esportatori autorizzati erano registrati nell’applicazione EACN con uno statuto «attivo». Ogni mese, vengono scaricate in media tra 4200 e 4500 dichiarazioni d’origine.

Miglioramenti nel settore non tariffale

Considerato come la Cina prelevi dei dazi doganali relativamente moderati, i miglioramenti non tariffali sono ancora più importanti per facilitare l’accesso al mercato.

Proprietà intellettuale:

L’accordo prevede una serie di miglioramenti nel settore della proprietà intellettuale. Su alcuni punti, la Svizzera e la Cina vanno oltre l’accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale relativi al commercio dell’OMC (ADPIC). La protezione dei dati concernenti i test è allungata a 6 anni e quella dei design industriali a 10 anni, in alcuni casi addirittura a 25. Inoltre, l’accordo integra il dialogo bilaterale in corso sulle questioni di proprietà intellettuale. In caso di presunta dei diritti di proprietà intellettuale, sono previste misure di protezione già alla frontiera. In caso di violazione effettiva di questi diritti, la procedura civile prevede la possibilità di ottenere delle indennità. I brevetti per le scoperte biotecnologiche sono riconosciuti.

Prestazioni di servizi:

Nel settore delle prestazioni di servizi, l’accordo si basa sulla terminologia e le regole dell’Accordo generale sul commercio dei servizi dell’OMC (AGCS/GATS). Alcune regole orizzontali (concernenti in particolare la trasparenza e la procedura d’autorizzazione) sono precisate, ciò che contribuisce a migliorare la certezza del diritto. Per le prestazioni fornite dalle persone fisiche, l’accordo di libero scambio definisce delle categorie (trasferte interne di quadri e di specialisti, fornitori di alcune prestazioni a forte valore aggiunto limitate nel tempo per contratto, venditori di servizi e uomini d’affari), nonché le condizioni della procedura di ottenimento di un permesso di lavoro e di un’autorizzazione d’entrata. Per contro, l’accordo non prevede misure concernenti l’accesso al mercato del lavoro o un soggiorno permanente.

Rispetto al GATS, la Svizzera e la Cina hanno rafforzato il loro impegno in matreria d’accesso al mercato in diversi settori. I due paesi facilitano in particolare la fornitura di servizi limitati nel tempo dagli installatori e dai riparatori di macchine, nonché i servizi aeroportuali e alcune prestazioni finanziarie. Nel settore della negoziazione di valori mobiliari, la Cina offre inoltre alla Svizzera un miglior accesso al mercato.

Clausola di riesame:

Il comitato misto Svizzera-Cina, riunitosi l’ultima volta nel settembre 2016 a Pechino, riesaminerà le disposizioni nel settore degli scambi commerciali, comprese le liste di concessioni doganali.  

Miglioramento della procedura doganale: 

L’accordo di libero scambio contiene un capitolo sulla facilitazione degli scambi, nel quale le parti si impegnano a tener conto delle norme internazionali durante la definizione delle procedure doganali, a pubblicare le informazioni relative al traffico di merci e a comunicare agli attori economici delle indicazioni affidabili sulle tariffe e l’origine dei prodotti. 

Svizzera, un hub per il renminbi

La Cina diventa anche un attore mondiale notevole nel settore della finanza e prepara l’internazionalizzazione della propria moneta, il renminbi (RMB). L’introduzione del RMB nel paniere di divise dei diritti di tiratura speciale del FMI nell’ottobre 2016 ha raggiunto un picco nella progressione dinamica della moneta cinese.

Nel maggio 2013, la Cina e la Svizzera si sono accordate su un dialogo finanziario tendente ad approfondire la loro collaborazione anche nel settore della finanza. Misure mirate hanno creato le condizioni per posizionare la Svizzera come hub del RMB, vale a dire come centro per realizzare delle operazioni finanziarie basate sul RMB e ponte verso la piazza finanziaria cinese.

Nel novembre 2015, la People’s Bank of China (PBC), ha dato la propria autorizzazione per l’apertura della filiale zurighese della China Construction Bank (CCB), per la quale la Svizzera agisce come camera di compensazione. L’istituto della filiale zurighese della CCB è una nuova tappa nelle relazioni finanziarie bilaterali tra la Cina e la Svizzera. La possibilità di compensare il RMB facilita e promuove l’utilizzo di questa moneta per delle transazioni internazionali tra imprese ed istituti finanziari, poiché non è più necessario passare dal dollaro americano per cambiare dei RMB e dai franchi svizzeri e viceversa. A ciò va aggiunto che lo sviluppo di un mercato RMB rafforza la posizione della Svizzera in quanto piazza finanziaria. L’hub svizzero del renminbi è utile alle due parti e sostiene il raggiungimento degli obiettivi economici perseguiti con l’accordo di libero scambio.