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L’autoregolazione si è rivelata efficace: occorre proseguire su questa strada
La Corporate Governance delle aziende svizzere si situa, nel confronto internazionale, ad un livello elevato. Lo «Swiss Code of Best Practice for Corporate Governance» si è rivelato efficace. Esso è diventato un punto di riferimento il cui raggio d’azione supera ampiamente il suo principale campo d’applicazione: le aziende quotate in borsa. Alla luce delle discussioni attualmente in corso e dell’evoluzione internazionale è ora di rinnovare queste regole. Dal momento che la questione delle retribuzioni è attuale, appare necessario fornire delle raccomandazioni in materia.

Ciò che distingue una buona Corporate Governance
Le direttive della Corporate Governance definiscono i principi secondo i quali la direzione dell’azienda e l’azienda stessa devono agire. Questi principi garantiscono l’interesse degli azionisti, il rispetto della capacità decisionale, un grado elevato di trasparenza e l’equilibrio tra la gestione e il controllo. Una buona Corporate Governance ha pure lo scopo di garantire una crescita a lungo termine del valore dell’azienda. La forma precisa dipende dalla struttura dell’impresa, dalla sua dimensione, dal settore d’attività e dalla concorrenza. Essa deve dunque poter essere scelta liberamente dagli azionisti. In questo senso è molto importante garantire la trasparenza e la libertà d’espressione.

Imprese svizzere internazionali
Nel confronto internazionale la Corporate Governance svizzera è considerevolmente migliorata in questi ultimi anni. Essa risulta oggi tra le migliori al mondo. Il diritto della SA svizzera, in vigore dal 1991, descrive in una forma succinta l’equilibrio tra i diversi organi della società (“checks and balances”). Dal luglio 2002 sono in vigore due strumenti di autoregolazione: lo “Swiss Code of Best Practice for Corporate Governance” e la direttiva SWX della Borsa svizzera. Questi strumenti di autoregolazione vengono regolarmente adattati alle attuali evoluzioni. Così, la direttiva SWX adattata al nuovo obbligo legale di divulgare l’ammontare delle retribuzioni è entrata in vigore nel 2007. Lo “Swiss Code” è stato completato nell’autunno 2007 nel contesto delle discussioni sulle indennità e le “buonuscite dorate”. Bisogna dunque ottenere un equilibrio tra l’aggancio nazionale e la competitività internazionale grazie alla trasparenza e all’autoregolazione.

Aggiornamento delle regole relative ai salari dei manager
Con il nuovo obbligo legale di rendere note le retribuzioni versate ai membri del consiglio d’amministrazione e della direzione, le retribuzioni fanno ormai parte dei conti annuali verificati dai revisori e devono pure essere approvate dagli azionisti. Il nuovo allegato dello “Swiss Code” contiene dieci raccomandazioni sulle indennità dei membri del consiglio d’amministrazione e della direzione. Esse prevedono tra l’altro che il comitato di retribuzione deve essere composto esclusivamente da membri indipendenti del consiglio d’amministrazione, che il sistema di retribuzione ricompensi il comportamento finalizzato al successo a medio e lungo termine ed eviti di favorire incitamenti sbagliati. Esso sottolinea inoltre che l’impresa non dovrebbe concedere per principio buonuscite dorate né indennità di partenza. Un rapporto sulla politica di retribuzione deve essere presentato ogni anno agli azionisti e l’assemblea generale deve partecipare nella forma appropriata al dibattito sulle retribuzioni. Ciò potrebbe avvenire nell’ambito dei conti annuali e della decisione di scarico o nell’ambito di un voto consultivo.

Un diritto delle società flessibile è pagante
Un diritto delle società anonime e in accomandita attrattivo si distingue con una buona Corporate Governance attraverso il mantenimento di una grande flessibilità per l’organizzazione dell’impresa. La flessibilità e le varie possibilità d’organizzazione delle imprese sono un vantaggio concorrenziale sicuro per la creazione di imprese attive a livello internazionale. Lo Stato deve così intervenire nella libertà d’organizzazione delle imprese soltanto dove vi è una particolare necessità. Ciò vale ancora di più, poiché l’autoregolazione delle imprese svizzere è giudicata molto positivamente nel confronto internazionale.

 Un diritto moderno delle società fa parte delle buone condizioni-quadro di una piazza economica attrattiva. Per principio, gli azionisti in quanto proprietari di una società, devono poter definire essi stessi il modo d’organizzazione della loro azienda.
   
 La Corporate Governance deve cercare innanzitutto di rappresentare gli interessi di tutti gli azionisti. In quest’ottica, è essenziale preservare la capacità di decisione e l’efficienza al più alto livello dell’azienda. Occorre pure garantire la migliore trasparenza e vegliare ad un rapporto equilibrato tra direzione e controllo.
   
 L’obbligo di tenere delle elezioni ogni anno costituisce una restrizione in termini d’organizzazione per gli azionisti; esso rischia inoltre di indebolire il consiglio d’amministrazione rispetto alla direzione e di nuocere alla continuità dell’azione.
   
 Il divieto di farsi rappresentare all’assemblea generale sulla base di istruzioni generali rende più difficile la partecipazione degli azionisti che sono globalmente d’accordo con la direzione dell’azienda.

Thomas Pletscher, membro della direzione, questioni giuiridiche, società dell'informazione, concorrenza

 

Urs Furrer, Issue Manager, diritto e concorrenza

Gruppo di lavoro diritto delle società (sito e-net)